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S. Angelo – Riforma Gelmini: il disappunto dell’Istituto “Criscuoli”

Sant’Angelo dei Lombardi – Il collegio dei docenti ed il Consiglio d’Istituto del “Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi, preoccupati della decisione affrettata e non concertata presa dal Governo sulla riorganizzazione del sistema scolastico, hanno condiviso un documento contro il decreto Gelmini. “Con un semplice articolo, inserito all’ultimo istante con un vero e proprio blitz, – si legge nel documento a firma dei docenti e della dirigente scolastica Rosanna Repolel’art.4 del decreto legge n. 137/2008 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”, meglio noto come decreto Gelmini, il governo ha gettato alle ortiche 30 anni di organizzazione e di buon funzionamento della scuola elementare. Il decreto è ormai, a tutti gli effetti legge dello Stato, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del primo settembre 2008. Il ministro ha pensato di imporre dall’alto la restaurazione del maestro unico nella scuola elementare, nonostante siano trascorsi 20 anni da quando, con l’istituzione dei moduli organizzativi, questa figura è stata totalmente abolita, estendendo a tutta la scuola elementare le pratiche di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti maturate nella sperimentazione del tempo pieno. L’ordinamento nella scuola elementare, fondato sulla pluralità del docente, ha permesso agli insegnanti di affinare le proprie competenze didattico-disciplinari, ha favorito il rafforzamento di uno spirito di cooperazione. Ma non è solo la restaurazione del docente unico a destare preoccupazione. Il ritorno all’antico sembra essere una moda, uno stile di questo governo, non solo sul fronte della politica scolastica. Appare chiaro che la Gelmini è solo un ‘ministro ombra’ della politica scolastica dell’ex ministro Tremonti. Sul versante strettamente occupazionale le conseguenze saranno devastanti. È stato calcolato che il taglio di insegnanti nella scuola elementare per effetto della restaurazione a regime del maestro unico ammonterebbe a 83.114 posti, ma saranno i precari ad essere massacrati. È evidente l’obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a diretto vantaggio del mercato e delle scuole private”. Per tali ragioni il personale docente del “Criscuoli” si dichiara fermamente contrario a questo progetto di controriforma. “Mi permetto di aggiungere un’ulteriore considerazione – prosegue la dirigente scolastica Repole – Il ministro ha parlato con chiarezza di accorpamenti. Non è certo se gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 o 600 alunni. In Campania le scuole sottodimensionate sono 573 e noi siamo fra queste. La verità è che si va verso uno smantellamento della scuola come presidio sociale ed elitario. Tagliare 100mila insegnanti vuol dire cambiare il sistema scolastico italiano. Abbiamo 25mila posti vacanti, ogni anno vanno in pensione 30mila insegnanti, quelli di ruolo si possono utilizzare per abolire le supplenze. Non si licenzia nessuno e in 4 anni si raggiunge l’obiettivo di Tremonti”.

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