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S. Angelo a Scala – Zaccaria: “Caro sindaco dimettiti”

Sant’Angelo a Scala – ‘Caro sindaco andiamo alle elezioni anticipate’: un appello accorato, quello del consigliere di Sant’Angelo a Scala Libera Massimo Zaccaria che attraverso una lettera aperta illustra al primo cittadino Domenico Majello una situazione politica “non più sostenibile”. Un quadro attento che spinge ad una riflessione partendo dalla mancata partecipazione all’ultimo consiglio comunale. non una semplice assenza ma la testimonianza “del venir meno a quanto stabilito nel programma elettorale”. “Tutti quei meccanismi – recita la missiva – istituzioni, forme di partecipazione popolare proposte nel programma elettorale, prima e amministrativo poi, non sono stati attivati. Sono rimasti semplicemente lettera morta. Forse avresti fatto meglio a non presentare alcun programma. L’assenza degli altri amministratori era scontata: la loro risposta all’assemblea rientra nel loro modo di intendere la politica, gli appuntamenti pubblici, la partecipazione popolare, i manifesti pubblici, i momenti di confronto: perdita di tempo, provocazioni, inutile spreco di energie e di risorse. Il Consiglio Comunale è, invece, il luogo delle votazioni, della alzata di mano, delle decisioni anche se non chiare e giuste, ma che devono essere prese a tutti i costi anche a rischio dei creare danni alla popolazione, all’ambiente, al territorio. Decisioni spesso che arrivano da fuori: infatti questa è un’amministrazione con ‘il pilota automatico’, che vive di rendita, sull’amministrazione precedente; che va avanti per inerzia, senza un programma strategico unico ed unitario, senza una visione globale di sviluppo del territorio, senza alcuna idea di promozione. Tutti i lavoro pubblici vengono proposti dai tecnici, fatti finanziare dagli stessi e da essi realizzati. Per non parlare dei giovani e la cultura: l’attenzione in queste materie è tale che l’amministrazione non ha stanziato in bilancio un solo centesimo per la cultura e la politica giovanile; l’assessore alle attività sociali e culturali è così impegnato nel suo settore che non riesce nemmeno ad essere presente alle riunioni di giunta.
Questa amministrazione non è riuscita persino ad organizzare un giorno, uno solo, di festa nel periodo estivo: ogni commento sarebbe superfluo. Un leader non può sopravvivere in questo scenario; non ci si può limitare a dire che più di questo non si può fare. Un politico è tale se riesce a mettersi in discussione, a prevenire gli scenari futuri, a intravedere il futuro ed a promuovere gli eventi piuttosto che subirli e rincorrerli. Bisogna avere il coraggio di affrontare il ‘mare aperto’ con le proprie convinzioni, rischiare anche la stabilità per il bene del paese; preferire alla staticità attuale la necessità di un dinamismo programmatico e amministrativo, di un attivismo costante per tirar fuori questo nostro paese “dal profondo letargo” in cui è stato rigettato.
Il nostro paese ha bisogno dell’entusiasmo trainante dei nostri giovani coinvolgendoli in prima persona nella amministrazione della cosa pubblica. E per fare tutto questo, non c’è altra strada che le elezioni anticipate; sarebbe una scelta coraggiosa, seria, di dignità, di forza morale e politica, di profondo amore per il nostro paese, di responsabilità e di sensibilità nei confronti delle generazioni future.
Caro Domenico, non penso che questa era l’amministrazione che avevi in mente; che questo è il tuo ideale di amministratore e di sindaco! Non voglio credere che tu sognavi tutto questo per il nostro paese! Non riesco a comprendere che tu voglia passare alla storia politica della nostra comunità per l’assoluta inattività”.

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