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Convalidati i due arresti effettuati qualche giorno fa, il boss Pasquale Russo, difeso dai legali Caccavale e De Simone, è stato convocato per rispondere delle accuse inerenti il porto e la detenzione della pistola rinvenuta nel casolare di Sperone. Al giudice il superlatitante ha detto che la Beretta calibro 9×21 e il visore notturno utilizzato per i continui spostamenti tra le campagne del vesuviano erano di sua proprietà e che da più di un anno aveva preso in fitto quel casolare di Sperone per 200 euro al mese. Il fratello Carmine si è limitato a rispondere che non sapeva nulla.
Resta in carcere anche Antonio De Sapio, il panettiere 53enne incensurato, arrestato perché avrebbe favorito la latitanza dei fratelli Russo.
“Io non c’entro nulla – ha detto al giudice – non sapevo chi fossero i miei inquilini”. Secondo il suo legale, De Sapio sarebbe psicologicamente provato dalla vicenda così come tutti i suoi familiari.