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Rugby, orgoglioso Avellino: solo 7-30 per il Sammaritano capolista

Non riesce all’Avellino Rugby il miracolo contro il Sammaritano. La seconda delle sette sfide interne si conclude infatti con un indiscutibile 7-30 per gli ospiti che confermano di essere tra i principali candidati alla vittoria finale del torneo. La sconfitta in ogni caso non cancella assolutamente quanto di buono era stato fatto negli ultimi tempi dai lupi.
Contro la capolista, il banco di prova era di quelli severi. Di quelli che in un solo colpo possono massacrare il morale. Di quei match, per intenderci, che nelle scorse stagioni si sarebbero conclusi con punteggi astronomici. Così non è stato. L’Avellino Rugby dei ‘pionieri’ – a sei anni dalla fondazione della squadra – è ormai solo un lontano, semmai nostalgico, ricordo. Tutti sono avvertiti: a Borgo Ferrovia non ci sarà più spazio per gite e passeggiate. Chiunque verrà in Irpinia dovrà fare i conti con quei “ragazzi tutto cuore e grinta”, come piace dire al presidente Antonio Roca.

La cronaca: si parte davanti a 50 irriducibili, che sfidando il ‘generale inverno’ nemmeno oggi hanno voluto far mancare il loro sostegno ai biancoverdi. Presente sugli spalti anche una piccola rappresentanza di sostenitori ospiti. Il fischio d’inizio è preceduto da un minuto di raccoglimento per il lutto che ha colpito la famiglia di Giuseppe Capasso, colonna storica della squadra di casa.
Come era prevedibile, è il Sammaritano che prende subito l’iniziativa, riuscendo a imporre il suo gioco e portandosi nel giro dei primi dieci minuti già sullo 0-10 con due mete (non trasformate). Avellino è stordito, complice forse anche un atteggiamento psicologico troppo rinunciatario contro la corazzata di Santa Maria Capua Vetere. La differenza è tutta nella mischia: il ‘carretto’ gialloblù la domina. E a dargli una mano, come se ce ne fosse bisogno, c’è l’infermeria sempre troppo affollata per i padroni di casa, con i due piloni titolari Sposito e Bello indisponibili e la terza linea Romano – adattato per l’occasione a prima – che si lussa una spalla proprio nel momento più delicato del match. D’altronde mister Rea l’allarme l’aveva lanciato in settimana – “C’è bisogno come il pane di forze nuove”, aveva detto – ed i fatti lo hanno spietatamente confermato: panchina vuota e Avellino costretta a giocare i restanti 60 minuti in inferiorità numerica. Ma le avversità questa volta non abbattono i lupi, che anzi riescono a portarsi in più di un’occasione ad un passo dalla meta e che solo negli ultimi minuti della frazione subiscono il ritorno del Sammaritano. Gli ospiti si infilano tra le maglie amiche e vanno per la terza volta a punti. Il successivo piazzato non entra e si arriva all’intervallo sullo 0-15.

L’avvio della ripresa è la fotocopia di inizio gara. Solito canovaccio con gli avanti gialloblù che macinano centimetri e il pacchetto biancoverde che si arrovella per contenerli. E l’operazione in parte riesce: solo due le mete concesse (con i piazzati aggiuntivi sbagliati), davvero poche rispetto alla mole di gioco prodotta. E’ qui che Avellino inizia a prendere le misure, rituffandosi generosamente all’attacco e sciupando, è il caso di dire, almeno in tre occasioni la possibilità di accorciare le distanze. Nello sport però, e a maggior ragione nel rugby, gli errori si pagano sempre. E così Avellino costruisce e Santa Maria Capua Vetere realizza: sesta meta (non trasformata) e risultato fissato al settantesimo sullo 0-30.
C’è ancora tutto il tempo per una reazione e i lupi – ‘feriti’ ma non abbattuti – questa volta non si lasciano spaventare. La partita cambia radicalmente volto. Raccogliendo chissà dove nuove e inaspettate energie, gli uomini di mister Rea cominciano a spingere come forsennati e stringono letteralmente gli ospiti sulla linea dei 5 metri. Più d’una, ancora, le occasioni frettolosamente sprecate, ma la sospirata meta alla fine arriva. E’ Luca Carpinelli a schiacciarla: buon lavoro corale della mischia sulla sinistra e ovale a Marco Rauseo che effettua un calcetto. La terza linea Carpinelli riesce a incunearsi e poi a recuperare la palla per i meritatissimi 5 punti biancoverdi. Punti che diventano immediatamente 7 grazie all’apertura Rauseo che mette dentro la trasformazione. Il forcing biancoverde continua anche nei secondi finali: Avellino chiude all’attacco e rischia di riandare in meta, uscendo dal rettangolo di gioco tra gli applausi convinti dei suoi infreddoliti tifosi.

I commenti – Volto più disteso del solito nel post-gara per l’allenatore di casa Luigi Rea. “Abbiamo finito in crescendo – ha affermato – e davvero non potevo chiedere di più ai ragazzi, in inferiorità numerica per tre quarti di gara e addirittura in tredici (a causa di due espulsioni temporanee per i fratelli Borriello, ndr) per una bella porzione della ripresa”. E’ conscio dei progressi della squadra il mister – “Una sconfitta più che onorevole” – e preoccupato per gli infortuni a catena che lo perseguitano: “Dobbiamo necessariamente crescere come numero – ha avvertito – sennò si rischia di gettare alle ortiche tutto il faticoso lavoro di questi mesi per la carenza di organico”. E in questo senso ha rinnovato l’appello di supporto alla palla ovale agli sportivi avellinesi e della provincia.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Roca: “Confermiamo i passi da gigante sotto il profilo tecnico e la tenacia sotto quello caratteriale – ha sottolineato – Abbiamo tamponato bene avversari ostici nonostante una mischia rabberciata e molto più leggera della loro. La strada – ha assicurato – è quella giusta”.
Comprensibile soddisfazione invece nello spogliatoio ospite. Volti appagati quelli dei gialloblù, ma non senza qualche brontolio… La causa? La meta subita, ennesima riprova, a dispetto della vittoria, che in questo sport nessuno vuole regalare niente a nessuno.

Prossimo turno – L’Avellino sarà impegnato domenica 30 novembre in casa contro il Salerno Rugby, altra formazione ben attrezzata e collaudata per la categoria. Durante la settimana sarà quindi importante recuperare energie fisiche e mentali (e magari qualche infortunato o nuove leve) per preparare al meglio la gara. L’appuntamento – per quella che si preannuncia una nuova difficile battaglia – è come sempre per le 14.30 a Borgo Ferrovia. (di Eddy Tarantino)

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