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TALENTI NOSTRANI – Cristian e Romano Borriello, i ‘fratelli Bergamasco’ dell’Avellino Rugby. Certo la stazza non li accomuna ai due azzurri della palla ovale, ma la passione e il talento sì. Genio e sregolatezza per il mediano di mischia Romano che al decimo si invola in meta dopo aver intercettato un passaggio, fissando così il risultato sul 5-0. Potenza agilità e grande tecnica le armi di Cristian che al 40esimo riceve palla a centrocampo e si infila per la più bella meta di giornata. A loro si aggiunge Rauseo con il +2 aggiuntivo nella seconda trasformazione. In mezzo i sette punti di Salerno: 12-7 e tutti negli spogliatoi.
40 MINUTI DA DIMENTICARE – Avellino forse ci resta negli spogliatoi, o meglio rientra in campo solo per dieci minuti. Tanto è servito ai rossoblù per prendere le misure e sfondare la difesa di casa. L’estremo biancoverde Luca Pericolo riesce con un placcaggio in extremis a scongiurare una meta praticamente già subita. Salerno insiste ma Avellino difende con ordine. Sono cinque minuti di pressione costante per i rossoblu che riescono alla fine a concretizzare il sorpasso sul 12-14. E’ il momento chiave della partita: in casa Avellino si spegne la luce e Salerno prende coraggio. Da qui in poi reciterà un monologo con i lupi in evidente affanno fino al fischio finale. Cinque mete e tre trasformazioni: questo il frutto del gioco ospite in una ripresa da dimenticare al più presto per i rugbisti irpini.
TERRA E SANGUE – Faccia scura: quella di mister Rea a fine gara che la dice lunga sullo stato d’animo del XV biancoverde. L’allenatore striglia i suoi: “Serve più continuità sia fisica che mentale – ha rimproverato – e bisogna lavorare durante tutta la settimana con la stessa concentrazione ed intensità”. Ma ha poi anche riconosciuto alcuni oggettivi ostacoli: “Sette turni di fila in casa su questo campo (di terra, ndr) sono un’assurdità – ha detto – è inammissibile che la Federazione non ci conceda una deroga. Rischio davvero di concludere questo ciclo con la squadra a pezzi”. Troppo duro effettivamente il terreno di gioco di Borgo Ferrovia per gli arti dei rugbisti e non solo quelli di casa, a giudicare da abrasioni e taglietti diffusi di fine gara. Una specie di bollettino di guerra giunto solo a tre delle complessive ‘sette fatiche’, che non si sarebbe avuto sulla soffice erba di Cesinali, come ha sottolineato Luigi Rea: “Quando il calendario è stato ufficializzato noi giocavamo in un altro impianto, ora questi presupposti non ci sono più e la Federazione ne è al corrente visto che ha bocciato Monteuovolo”. E proprio alla luce di quanto emerso, non è improbabile che in settimana la società del presidente Roca provi a far valere le sue ragioni presso la Commissione Organizzatrice Gare campane.
ECCESSIVO PROTAGONISMO – Quello dell’arbitro, per l’allenatore ospite Minelli. “Ha incattivito una partita tranquilla con decisioni discutibili” ha affermato facendo riferimento alla fase centrale del secondo tempo nel quale le espulsioni sono davvero fioccate con facilità. In ordine, una definitiva per Montefusco ed una temporanea per Carpinelli in casa biancoverde, tre temporanee per il Salerno, con l’aggiunta dello stesso mister Minelli, allontanato dal campo per proteste.
TORNARE ALLA VITTORIA – E’ l’imperativo che dovrà accompagnare l’Avellino fino a domenica prossima. La squadra c’è e lo riconosce anche il trainer rossoblù che a fine gara si è complimentato con mister Rea. “Sapevamo che sarebbe stata una trasferta difficile – ha detto – e così è stato. Merito dell’Avellino che è molto cresciuto dallo scorso anno”. Tornare alla vittoria significa però lavorare bene in settimana, come ha raccomandato Rea, e arrivare alla sfida interna del prossimo sette dicembre con la giusta condizione psicofisica. Di fronte ci sarà il Battipaglia, avversario battibile, per rilanciarsi in campionato e cancellare il secondo tempo di oggi. Spirito di gruppo e concentrazione: queste le armi da affilare invece per i rugbisti irpini. E in questo senso il ‘faccia a faccia’ dei lupi a fine gara in panchina, voluto dall’infortunato capitan Caliano, è solo il primo importante passo. (di Eddy Tarantino)