Rubinaccio (Pdl): “Udc grazie a noi è vivo, ci rispetti”

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“L’apparentamento tra Pd e Udc rappresenta la riproposizione della vecchia politica, quella feudale che continua tenere banco alle soglie del terzo millennio” Così il giovane tesserato del Pdl Giuseppe Rubinaccio che esprime quelli che sono gli umori della base del partito in merito a questa nuova alleanza politica che sconvolge i tradizionali assetti di governo alla vigilia delle amministrative. “Quello che sta accadendo oggi – affonda – è qualcosa di inaudito. Vogliamo ricordare agli amici dell’Udc, che li abbiamo imbarcati noi alla vittoria. Nel 2008 quando il grande progetto veltroniano stava per mettere fuori gioco i centristi, con il nostro sostegno li abbiamo salvati. Ricordiamo, oggi dopo questa sbornia pre elettorale, che siamo stati noi a fondare l’alleanza, e gettare i presupposti per una coalizione che si è rilevata vincente. Sento dichiarazioni di vero e proprio pilatismo, e non posso accettare questo tipo di atteggiamenti che sorvolano ogni principio che la vera politica, quella con la P maiuscola, dovrebbe incarnare. Il nostro elettorato è disorientato di fronte a scelte ispirate solo da un tornaconto elettorale e che contrastano con ogni tipo di logica politica e sociale. In questa direzione non si fa altro che danneggiare quanto di buono i governi del Pdl hanno creato in questa provincia e a livello regionale. C’è un forte rigetto, da tesserato e da militante del Pdl a quanto sta avvenendo. La vera politica deve essere responsabile delle proprie azioni e deve dare consequenzialità nei fatti alle proprie idee. Una volta la politica era intesa come servizio, era quella che sapeva risolvere i problemi della gente. Ci si confrontava e c’era un dialogo tra cittadini e politici. Le polemiche e le beghe interne non vengono comprese dai cittadini. La politica è sempre più lontana dai veri problemi della gente. Non si può continuare a pensare al perpetuarsi del poltronismo, mentre la crisi distrugge imprese e famiglie. E’ un fatto che mi rattrista. Mi auguro che la politica torni al suo ruolo essenziale, altrimenti i partiti non avranno ragione di governare e dovremmo affidarci al Monti di turno. Se le cose non dovessero cambiare, mi sentirei un apolide, anche nel mio stesso partito. Trovare le ragioni di una militanza in questa fase è difficile, spero che si trovi una soluzione che sia sintesi di tutte queste esigenze per la comunità”.

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