QUINDICI – Mettendo a confronto le posizione pubbliche su “Irpiniambiente” e Parco degli Ulivi, l’esponente del PdL di Quindici Giuseppe Rubinaccio evidenzia come “alcuni personaggi politici del PD amino adottare la politica dei due forni con un atteggiamento schizofrenico. indice di una totale mancanza di una qualsivoglia linea politica coerente”. Il consigliere non ha dubbi: “Quello che va bene oggi non va bbene domani a seconda dell’interesse del momento. Quando si parla di Irpiniambiente si tira in ballo il privato ritenendolo una risorsa, se, invece, si parla della struttura sanitaria moschianese il privato diventa il nemico o l’orco cattivo da combattere”. Rubinaccio insiste: “Osservando questo repentino mutamento di percezione e posizione, mi viene da pensare che dietro di esso si celino interessi non ben definiti che attanagliano come una piovra il nostro territorio. Bisogna percorrere strade lineari, osserva l’esponente pdl, affinché vi sia una linea di sviluppo univoco. Bisogna ridiscutere con chiarezza delle due tematiche per chiarire in entrambi i casi quale debba essere il ruolo ed il peso del privato e del pubblico”.
Rubinaccio vede del marcio anche nell’interesse alla clinica da parte di esponenti politici locali del Pd: “Non capisco come mai una sola sponda partitica tiri in ballo la questione dopo essersene completamente disinteressata per anni, non vorrei che ci fossero interessi sospetti dietro questo pseudo interessamento che, magari, riguardano la progettazione”. In linea con la visione nazionale del pdl Rubinaccio si dice a favore dell’ingresso dei privati in tutti i campi a patto che restino invariati i livelli di servizio per i cittadini. “La priorità resta la creazione di sviluppo e quindi di lavoro per i giovani. La struttura di Moschiano va riaperta e la sua funzione ripensata nel quadro della nuova organizzazione dei servizi sanitari sul territorio. Se a farlo sarà il pubblico bene, se questi non ci riesce ben venga il privato a patto che la struttura mantenga la sua destinazione. Il PD nel Vallo è rimasto ancorato a visioni ottocentesche di cui si fanno portavoce personaggi ben conosciuti da tempo che sarebbe ora venissero rimpiazzati da nuove leve. Si vede che quel partito non ha energie fresche e giovani da mettere in campo”.
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