“Il consigliere di minoranza Franco Mainolfi e con lui l’assessore provinciale Raffaele Lanni non si sono mai visti ad un incontro, quando si stava decidendo del dimensionamento scolastico, ed è paradossale che oggi abbia anche il coraggio di contestare l’operato di quest’amministrazione”. Replica a muso duro la maggioranza di Rotondi, all’indomani delle dichiarazioni rese del consigliere di minoranza Mainolfi il quale ha accusato, in particolare all’assessore rotondese Antonio Giuseppe Simeone, di arrogarsi meriti non suoi rispetto allo scongiurato rischio di perdere la dirigenza scolastica dopo l’accorpamento voluto dalla Provincia. Per il sindaco reggente del Comune di Rotondi, Bartolomeo Esposito, le parole di Mainolfi hanno il sapore di una strumentalizzazione tutta politica. “Ho seguito la vicenda personalmente – ricorda Esposito – Alla Provincia di Avellino Mainolfi non si è mai visto, nè ha mosso un dito quando si temeva che Rotondi potesse perdere l’istituto scolastico. E’ paradossale che oggi si sbilanci in inutili dichiarazioni. Per di più che, pur essendo consigliere di minoranza di Rotondi da anni, non ha mai prodotto una proposta su nessun argomento che potesse riguardare il paese. Come mai si sveglia proprio oggi?”, domanda Esposito facendo implicitamente riferimento alla campagna elettorale di Rotondi per le prossime amministrative e alla vicinanza di Mainolfi alla lista guidata da Raffaele Lanni. A rincarare la dose, interviene anche l’assessore Simeone: “Chi accusa a cose fatte, nonostante le stesse si siano concluse con risvolti positivi, quando aveva a disposizione un luogo sovrano come il Consiglio Comunale per esternare a tempo debito la sua posizione. Perchè non lo ha fatto? – domanda l’assessore Simeone – inoltre aggiunge -la delibera di cui fa riferimento-prima di arrivare in Giunta venne approvata nel consiglio d’istituto in data 06/12/2012 di cui lui e presidente . Dove stavano loro quando io e il sindaco reggente abbiamo messo in campo tutte le azioni tese a salvare l’istituto scolastico locale e difendere le istanze dei cittadini? Qualunque dubbio “agitava” Mainolfi, se portato negli uffici competenti, sarebbe stato analizzato tranquillamente. Viceversa – conclude con decisione Simeone – parlare oggi, non trova alcuna giustificazione plausibile, se non quella politica”.