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Sul fatto che il governo abbia rallentato nella realizzazione dei punti che erano nel programma elettorale: “È normale – ha spiegato – se ci affanniamo a spiegare che ci vogliamo tutti bene è chiaro che non abbiamo più tempo per parlare di programma e per affrontare i problemi”. E per risolverli “… bisogna tornare allo spirito del 2008, quando l’esecutivo era coeso. La coesione è la condizione essenziale, se si litiga non si lavora bene”.
Insomma, il partito nei fatti stenta a decollare e cominciano ad incrinarsi i rapporti. Odore di crisi? Secondo Rotondi… “Berlusconi non è intenzionato ad aprire una stagione di crisi. Ma è preoccupato perché si scarica sul governo il problema del mancato decollo del Pdl. Per quanto riguarda Fini, Gianfranco non è sicuramente la spina nel fianco del Pdl. Semplicemente ha avuto l’impressione che gli volessero sfilare l’eredità della destra. E ha reagito. Ognuno ha una sua impressione, neppure io sono contento di come la mia area è stata trattata”.
Secondo il presidente della Camera, Berlusconi sa che il partito è un bambino che va accompagnato, ed “… è grato ai tre coordinatori per quello che stanno facendo. Però c’è un cattivo funzionamento, sarebbe ora di darsi un segretario politico. Verdini, La Russa e Bondi lavorano benissimo ma dovrebbe essere uno solo ad assumersi le responsabilità. Perché c’è qualcosa che non va, non è semplicemente un problema di organi, qui c’è un partito che non riesce ad evitare al governo di essere il centro della politica”.
I sondaggi danno il Pdl in continua crescita, cosa che fa ben sperare per le Regionali di marzo. Ed a tal proposito torna alla ribalta l’ipotesi di una candidatura a governatore della Campania. “Nessuno di noi deve farsi avanti o tirarsi indietro. Decideranno Berlusconi e Fini”.