
Rotondi – E’ stata una manifestazione di grande valore, un degno coronamento di un 2008 eccezionale. Il sodalizio rotondese del presidente Orlando Esposito ha raccolto l’invito dell’associazione O’Cardillo di Francesca Girardi a realizzare un evento che mettesse in primo piano la questione immigrazione nel piccolo centro caudino. Il risultato è stato di grande pregio: una serata che passerà alla storia in cui per la prima volta una comunità di immigrati magrebini ha giocato un ruolo da protagonista sulla strada dell’integrazione. La manifestazione del 27 dicembre è stata strutturata su due fasi. La prima parte del programma (curato da Teresa Cioffi, Giuseppe Girardi e Bruno Citarella) ha visto la presentazione del un libro “Hotel mediterraneo. Storie di migrazioni dal mare” dell’autrice Nadia Arace dell’associazione culturale “Le Zagare del mediterranee”. Alla presentazione ha partecipato anche Gennaro Romei, segretario cittadino dell’Udc di Avellino, nella veste inedita di autore della prefazione del libro stesso. Presenti anche il sindaco di Rotondi, Antonio Izzo e l’assessore alle politiche sociali, Mimmo Landi; l’ex assessore provinciale Luigi Mainolfi; il parroco monsignor Angelo Gallo. Le considerazioni di Gennaro Romei – sulla politica sociale e sui temi della immigrazione in irpinia e in Italia – hanno suscitato l’interesse ma anche commenti contrastanti dei presenti; in particolare, Romei ha auspicato un cambiamento culturale che porti al superamento di “…pregiudizi nei confronti di coloro che provengono da culture diverse e che chiedono accoglienza”. Ha poi proseguito Nadia Arace ad illustrare il percorso di riflessione e di proposta che il libro – e l’associazione di cui è presidente – porta avanti: un percorso che deve prendere avvio da una acuta presa di coscienza della realtà sociale attuale, in cui il multiculturalismo è un dato tanto affermato, quanto misconosciuto. L’Irpinia, per l’autrice, resta una terra “estremamente contraddittoria che vive un ossimoro migratorio, essendo al contempo luogo di partenze e di arrivi di irpini che emigrano e di stranieri che vengono ivi accolti”. Ha concluso la serie di interventi, quello di Elhajjy Mohammed (noto a tutti come Mario), doppia cittadinanza, marocchina ed italiana, da anni integrato nella comunità rotondese. Mohammed ha sottolineato l’importanza dell’evento per la propria comunità e dall’altro ha avanzato l’auspicio che possa presto essere accolta la richiesta di disporre di spazi adeguati per l’insegnamento della cultura araba ai figli degli immigrati, cittadini italiani, perché possano conservare le radici con la loro terra e la loro cultura. La seconda parte della serata è stata una sorpresa: la comunità magrebina ha offerto un buffet ricchissimo di piatti etnici che ha catturato il pubblico presente.