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Per tale ragione sabato 5 giugno è stata convocata a Roma, presso il Centro Congressi Ergife, l’Assemblea Nazionale dei quadri e dei delegati della Cisl per discutere i contenuti della manovra economica del Governo e rilanciare l’azione del sindacato. Circa 250 tra Dirigenti e RSU con 5 pullman partiranno domani mattina per andare a Roma a questo importante appuntamento.
“In questo quadro, va comunque salvaguardata la contrattazione integrativa decentrata su efficienza, produttività, economie di gestione delle pubbliche amministrazioni – l’impegno della Cisl, che ha già salvaguardato contro una rateizzazione brutale, la liquidazione dei dipendenti pubblici in un’unica soluzione fino a 90 mila euro, deve essere quello ulteriore di ottenere con certezza dal Governo in Parlamento per la scuola una riconsiderazione per il superamento del blocco delle progressioni d’anzianità e almeno 20 mila immissioni in ruolo su organici scoperti”.
La CISL Irpina, “nel ritenere giusto che venga perseguita ogni forma di abuso sulle pensioni di invalidità, ribadisce la necessità di rafforzare la tutela sociale delle persone non autosufficienti, attraverso una legge nazionale che renda strutturale l’intervento”.
Infine, “apprezza gli interventi della manovra volti alla crescita, particolarmente il miglioramento della detassazione e decontribuzione del salario di produttività contrattualizzato e l’avvio della fiscalità di vantaggio per il sud, che va ora consolidata attraverso la finalizzazione dei Fondi FAS e dei Fondi Europei su investimenti, occupazione, infrastrutture”. “Dopo la manovra che vuole principalmente prevenire la speculazione internazionale dei mercati sul debito italiano, e’ necessario ora affrontare subito e con decisione il problema della crescita, degli investimenti e della ricerca, decisive per l’occupazione e la diminuzione del debito pubblico”. La Cisl concorda poi con Confindustria di realizzare rapidamente l’Assise dell’Italia del lavoro e delle imprese per un Patto sociale sulla Crescita e l’Occupazione.
“Non sono più rinviabili le riforme strutturali ad iniziare da quella fiscale, nel cui ambito vanno rafforzati gli strumenti di contrasto all’evasione e introdotte nuove forme di tassazione sui consumi, sulle rendite speculative e sui grandi patrimoni per compensare la riduzione del prelievo su salari e pensioni”.