Roma – Al Viminale è il giorno di Manganelli

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Roma – Si è insediato questa mattina al Viminale, con una cerimonia che ha decretato il passaggio di consegne al vertice della Polizia, l’irpino Antonio Manganelli assistito dal Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, dall’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e da altre autorità. “Sono profondamente onorato della scelta che mi affida oggi la responsabilità di Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – ha esordito il nuovo vertice della Polizia che ha subito rivolto il suo saluto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolineando i valori profondi della Polizia. “Il rispetto – ha spiegato – e l’attaccamento per le istituzioni democratiche, in primo luogo il presidente della Repubblica e il Parlamento; la vocazione al servizio ed al sacrificio per la sicurezza dei cittadini, della collettività e dello Stato; la difesa della legalità sempre nel pieno rispetto dei diritti di libertà sanciti dalla Costituzione; la consapevolezza delle responsabilità connesse all’uso della forza. Questo è il patrimonio ideale e morale della Polizia di Stato, ad esso dobbiamo rifarci ogni giorno”. E non è mancato l’elogio al suo predecessore, il Prefetto De Gennaro, presente tra le autorità:, a cui ha espresso sentimenti di gratitudine, ammirazione, amicizia e stima cementate da tanti anni di lavoro comune. “Dobbiamo essere tutti orgogliosi – ha proseguito – di avere avuto un grande Capo della Polizia. Io, che ho avuto il privilegio di stargli vicino, ne ho conosciuto l’onestà profonda, il senso dello Stato, la dedizione incondizionata, la lealtà. Da lui ricevo oggi la più impegnativa delle consegne”. Ringraziamenti di rito che hanno ceduto il passo al ricordo di tanti anni trascorsi al fianco dei suoi colleghi e al ricordo di una carriera oramai in forte ascesa: “Nella polizia – ha spiegato – ho trascorso la maggior parte della mia vita, coronando un antico sogno, il sogno di giovane studente liceale. Poi il sogno è diventato realtà, una realtà fatta di gesti quotidiani e di azioni svolte al fianco di uomini di grande valore. Molti sono oggi qui, mentre altri purtroppo non sono più con noi; io penso spesso a loro, ai loro sorrisi, ai loro entusiasmi, al loro coraggio, al loro senso dello Stato. Quel ricordo mi da forza, ci da forza. Altri, per fortuna i più, servono ancora lo Stato, ed ora avrò il privilegio di dirigerli. Dirigerò quelli che sono, in fondo, i miei maestri. Perchè le cose che ho appreso in questi anni le ho imparate sulla strada e le ho imparate proprio da loro”.

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