“Un vero e proprio attacco al territorio quello legato all’emergenza incendi che ha origini purtroppo anche nello scarso controllo, nella mancanza di mezzi alternativi per l’agricoltura, negli interessi della camorra nonché nello scarso senso civico dei singoli cittadini”. Così Roberta Santaniello responsabile ambiente Pd Avellino. “La fatalità dei giorni scorsi che ha visto la morte di una guardia forestale è purtroppo solo il triste epilogo di una situazione che va avanti da anni, legata alla scarsa accortezza da parte degli enti deputati al controllo nonché alla superficialità dei proprietari dei fondi terrieri agricoli. In tutta la provincia e in Campania in genere, il periodo più alto per il pericolo incendio è quello precedente alla raccolta nonche alla pulizia dei fondi. Sono giorni terribili per chi vive nei pressi delle montagne in quanto i fumi che si respirano e la quantità di gas e inquinanti immessa nell atmosfera è altissima, derivanti dai concimi utilizzati nei fondi. Se a questi aggiungiamo il gran caldo e la siccità immensa che si sta creando in questi mesi, si crea una bomba esplosiva. Spesso gli incendi sono quindi dolosi e legati a disattenzioni o a superficialità, proprio come è avvenuto a Lauro. A questo si aggiunge che anche su questo fronte c’è un interesse da parte della camorra, legato alla cosiddetta economia del fuoco. L’incendio delle ecoballe di Acerra testimonia come prima si appicchi l’incendio e poi ci sia l’interesse da parte della camorra allo spegnimento dello stesso e quindi alla sua economia. Un incendio simile aumenta però l’inquinamento dell’aria nonché quindi il tasso di mortalità già alto in queste zone per tumori alle vie respiratorie. Si innesta così una guerra al territorio e alla salute dei cittadini. A mio avviso -continua Santaniello – sarebbe necessario diffondere in primo luogo in questo periodo controlli a tappeto da parte degli organi competenti. E’ per questo che i tagli al settore e al personale dalla protezione civile, alle guardie forestali non puo essere accettato perche lede alla sicurezza generale dei cittadini. Inoltre sarebbe necessario diffondere una cultura civica di rispetto dell’ambiente tra i proprietari dei fondi agricoli. Infatti è necessario far capire che bruciando cumuli di foglie e sterpaglie si inquina l’ambiente stesso che si respira, creando e alimentando gli incendi. Alla diffusione della cultura del rispetto dell’ambiente è necessario poi aggiungere un aiuto ai contadini, creando, insieme alla Regione, impianti che permettano lo smaltimento dei rifiuti e che consentano quindi di avere un sito per la brucatura e lo smaltimento degli stessi. In questo modo – conclude la dirigente Pd – si potrebbero utilizzare queste risorse per produrre energia e riuscire in qualche modo a ricavare un’utilità anche da questo”.