
Scene già viste, purtroppo. Ancora una ‘morte bianca’, le chiamano così quelle dovute ad incidenti sul lavoro. Lui, l’ultima vittima in ordine di tempo, è precipitato al suolo dopo un volo di sei metri. Un impatto violentissimo che non gli ha dato scampo. Stefano Aiello aveva quarant’anni, era sposato e padre di una bimba di dieci anni. Abitava a Roccabascerana, un centro della provincia di Avellino incastonato tra i comuni sanniti, ma era dipendente della ‘Cogeva’, una ditta di Benevento. La sua esistenza si è fermata per sempre intorno alle 9 di ieri all’interno del capannone della “Eurotabac”, il tabacchificio che ha sede alla contrada Olivola. Stefano Aiello ed un suo collega l’avevano raggiunto per eseguire alcuni lavori. Secondo una prima ricostruzione, l’incubo si è materializzato mentre l’operaio, che era salito sul tetto, stava pulendo i canali pluviali. All’improvviso, e per cause in corso di accertamento, la lastra di copertura in eternit ha ceduto, determinando la caduta nel vuoto dell’uomo, che si è schiantato a terra da un’altezza di sei metri. E’ stato il collega a dare l’allarme, nella zona è accorsa un’ambulanza del 118. Sono però risultati inutili i tentativi di soccorso: per il malcapitato non c’era infatti più nulla da fare. A seguire sono intervenuti gli agenti della volante, la scientifica, per i rilievi, la squadra mobile e personale dell’Ispettorato del lavoro. Sul posto, per un sopralluogo, il professore Fernando Panarese, che successivamente ha proceduto all’esame esterno della salma, trasportata presso l’obitorio dell’ospedale “Rummo”. Lunedì lo stesso medico legale eseguirà l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Anna Frasca, che coordina le indagini. Come sempre in queste situazioni, l’obiettivo è definire in modo completo la dinamica dell’accaduto e stabilire se siano state rispettate le norme in materia di sicurezza. Stefano lascia la moglie, Carmela Rocco, trentotto anni, ed una figlia di dieci anni. Una famiglia sotto choc, colpita da un dolore impossibile da dimenticare. La tragedia appena raccontata è simile a quella del quattro novembre dello scorso anno a San Giorgio del Sannio, costata la vita ad un quarantunenne, originario di Montesarchio, ma residente nella cittadina del Medio Calore, dove operava per conto di una società che vende materiali edili al dettaglio ed all’ingrosso. Ricordate?, la lastra del capannone che stava cercando di riparare, si era rotta e lui era finito giù da una dozzina di metri. Ed un’identica sorte, alcuni anni prima, era toccata ad un operaio durante i lavori di ristrutturazione interna del Palazzo del Governo. (a. f.)