Una legge per strappare all’abbandono i reliquati industriali e restituire alla vita produttiva le decine di capannoni dismessi presenti nelle zone industriali e nelle aree Pip. E’ il senso del provvedimento “In materia di suoli industriali”, promosso dalla consigliera regionale del Pd, Rosa D’Amelio, insieme al capogruppo del partiti Beppe Russo, al collega irpino dell’Udc, Pietro Foglia, e approvata recentemente in Regione. La legge è chiara: in caso di cessazione dell’attività relativa ad aziende che avevano beneficiato della concessione da parte dell’Asi di suoli acquisiti con procedure espropriative, la cessione a un terzo sarà vincolata al parere positivo dell’Asi competente sulla base di un piano industriali di insediamento di attività sostitutiva. La legge indica anche un tempo preciso: decorsi 24 mesi dalla cessazione dell’attività, senza che sia stata ripresa, le Asi saranno abilitata ad acquisire i suoli e i reliquati industriali con procedura espropriativa come opere di pubblica utilità. Non solo. La norma verrà applicata anche ai suoli industriali originariamente acquisiti da soggetti pubblici diversi dalle Asi (è il caso dei Comuni per le aree Pip) e nei casi in cui la cessazione della produzione riguardi aziende per le quali sia intervenuta la dichiarazione di stato fallimentare.
In mattinata, presso la sede del Pd irpino, la consigliera Rosa D’Amelio ha illustrato il provvedimento insieme alla segretaria provinciale Caterina Lengua e al leader della Cna, Lucio Fierro. “Si tratta di un provvedimento atteso sin dalla fase immediatamente successiva al sisma del 1980 – spiega- e che potrà avere un impatto immediato nelle aree del cratere, dove sono presenti decine di capannoni dismessi. Spesso – aggiunge- le curatele fallimentari hanno infatti ostacolato un riutilizzo dei siti nonostante fossimo in presenza di precise richieste”. La consigliera ricorda anche il necessario lavoro di sponda realizzato in Consiglio regionale con esponenti della maggioranza, a partire dal centrista Pietro Foglia, fino al centrodestra e sottolinea come il provvedimento potrà vincolare anche e soprattutto la Fiat nella cessione dello stabilimento Irisbus.
Per Lucio Fierro, con questa legge “la collettività si riappropria di un bene comune. Zone industriali ed aree Pip ci sono costate cifre spaventose – ricorda- e rispetto all’eccesso di generosità dei nostri amministratori locali, ogni qual volta uno si è verificata la chiusura di uno stabilimento ci è stato detto che non erano affari nostri. In più di un caso si sono verificati casi di autentica speculazione edilizia”.
Soddisfazione è stata espressa anche da Caterina Legnua: “In questo modo potremo fare un primo passo per riattivare occupazione e sviluppo nella nostra provincia – evidenzia -. Il provvedimento va nella stessa direzione della battaglia già intrapresa dal Pd per il mantenimento della porta irpina sull’Alta Capacità tra Napoli e Bari”.
