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“Il processo di privatizzazione dell’acqua è già stato avviato – ha affermato Amalio Santoro – I provvedimenti adottati dal Governo intendono sottrarre ai cittadini l’acqua potabile per rimetterla, a partire dal 2011, nelle mani e nelle tasche di monopolisti che ne privatizzeranno l’uso trasformando così un bene prezioso e libero in una merce su cui speculare. Quello che fino ad oggi è stato un bene pubblico rischia di diventare un tesoro privato su cui fare del business senza scrupoli”.
Di qui la posizione dei consiglieri Santoro e Moricola: “Esprimiamo il netto orientamento a favore della permanenza in mano pubblica della gestione del servizio idrico, della proprietà delle reti ed impianti e delle concessioni di approvvigionamento idrico, anche promuovendo l’impugnativa per incostituzionalità delle norme in vigore che liberalizzano la gestione di tale servizio”.
Anche se Santoro ammette che “… l’Alto Calore non si è attivata a sufficienza negli ultimi anni per ricevere questo affidamento, vuoi per la situazione finanziaria critica, vuoi per la mancanza di altri requisiti. Si aggiunga che le disposizioni del Governo escludono quasi completamente un tipo di affidamento ‘in house’ del servizio di gestione idrico. L’alternativa possibile è quella di coinvolgere in prima persona l’Ente Provincia. Lo stesso presidente Sibilia aveva ipotizzato nelle linee programmatiche una modifica degli Ato, magari pensando di affidare la gestione anche alla stessa Provincia. Questo richiederebbe tempi e risorse piuttosto importanti. Ma la Giunta provinciale ha la facoltà per intervenire ed ostacolare l’iter di approvazione della legge stessa. Presenteremo una serie di sollecitazioni al Consiglio provinciale: sulla questione, la Provincia ha il diritto e il dovere di non essere omissiva. La Giunta sia presente in tutti i tavoli istituzionali e decisionali con maggiore attivismo”.
“La nuova legge – spiega Moricola – viaggia verso la direzione di una selvaggia privatizzazione. Sul discorso ‘acqua’ si dovrà ragionare in tempi brevissimi. Sin dalla scissione-scorporo nelle due distinte società, è stato fatto ben poco e la querelle che si è aperta tra la Servizi e la Patrimonio non rappresenta l’atteggiamento giusto per arrivare all’appuntamento del dicembre del 2010 quando si dovrà decidere a chi affidare il servizio”.
“Il documento-cornice che presenteremo in Consiglio provinciale – conclude Moricola – intende elevare l’Ente in una posizione dominante, poiché per la sua rappresentatività è uno degli attori principali e dovrà necessariamente dire la sua nella vicenda. La Provincia si attivi permanentemente rispetto anche agli accordi di programma che si stanno stipulando con la Puglia, indicando anche i termini perequativi di un ristoro che possa potenziare le risorse dei nostri territori e salvaguardare l’Irpinia”.