“La conclusione anticipata dell’ultima esperienza amministrativa e il conseguente commissariamento del Comune non rappresentano soltanto una crisi politica. Sono il risultato di un modello di governo fondato sul personalismo, sulla gestione quotidiana del consenso e sull’assenza di una visione complessiva della città. Avellino non ha bisogno di sostituire un gruppo di potere con un altro. Ha bisogno di una radicale discontinuità politica, amministrativa e morale” – scrive in una nota Gianluca Capra, Segretario di Risorgimento Socialista in Irpinia, che “intende contribuire alla costruzione di un’alternativa che rimetta al centro il lavoro, i servizi pubblici, i quartieri, la partecipazione democratica e i bisogni delle fasce sociali più deboli”.
“Avellino si sta progressivamente impoverendo e spopolando. – prosegue – I giovani partono perché non trovano lavoro stabile, abitazioni accessibili, trasporti efficienti, spazi culturali e reali possibilità di partecipazione. La città è sempre più divisa tra un centro interessato da interventi episodici e quartieri nei quali mancano manutenzione, servizi, collegamenti e luoghi di aggregazione. L’emergenza abitativa cresce, mentre numerosi immobili pubblici e privati rimangono inutilizzati. Le domande di accesso all’edilizia residenziale pubblica sono aumentate, mostrando l’impoverimento di centinaia di famiglie. Il trasporto pubblico continua a essere insufficiente. I collegamenti tra quartieri, ospedale, scuole, autostazione e centro cittadino non corrispondono alle esigenze quotidiane dei cittadini. L’isolamento di Avellino rispetto a Napoli, Salerno, Benevento e agli stessi comuni irpini limita le opportunità di studio, lavoro e sviluppo. I servizi sociali risultano frammentati e spesso incapaci di garantire risposte tempestive ad anziani, persone con disabilità, famiglie povere e cittadini non autosufficienti. La vicenda del Centro per l’autismo è diventata il simbolo di una politica capace di costruire strutture, ma non di trasformarle
in servizi realmente funzionanti. A tutto questo si aggiungono l’inquinamento atmosferico, la carenza di verde fruibile, il degrado degli alloggi popolari, la crisi delle società partecipate e la precarietà dei lavoratori impiegati negli appalti comunali”.
Per Risorgimento Socialista, “il Comune non è un’azienda e il cittadino non è un cliente. Il Comune è l’istituzione democratica più vicina alla popolazione e deve garantire diritti, uguaglianza e dignità. Una città socialista è una città nella quale nessuno viene lasciato solo; nella quale la qualità dei servizi non dipende dal reddito, dal quartiere di residenza o dalle relazioni personali; nella quale il patrimonio pubblico viene utilizzato per soddisfare bisogni collettivi e non per alimentare rendite e clientele”.
“Abbiamo un nuovo sindaco ed una nuova amministrazione – conclude la nota – e a questi chiediamo di conoscere quale modello di città vogliono costruire. Non ci deve essere la prosecuzione di una politica fondata sui personalismi, sulle clientele, sugli eventi e sulla distribuzione del potere. Ci deve essere invece la possibilità di ricostruire una città pubblica, solidale e democratica, nella quale le risorse siano destinate prioritariamente al lavoro,
alla casa, ai servizi e ai quartieri. La qualità di una nuova amministrazione non si misurerà dal numero delle feste organizzate, dei comunicati diffusi o dei nastri tagliati. Si misurerà dal numero delle famiglie sottratte alla povertà, degli alloggi recuperati, degli autobus realmente circolanti, delle persone fragili assistite e dei giovani che potranno scegliere di restare o tornare ad Avellino. Risorgimento Socialista rivolge queste proposte alle forze politiche, sociali, sindacali e associative della città, chiedendo l’apertura di un confronto pubblico per costruire un’alternativa fondata su contenuti chiari e impegni verificabili. Avellino deve tornare a essere una comunità e non un comitato elettorale permanente”.
