“Almeno per quanto riguarda il rischio rapina, la Provincia di Avellino non è più – se mai lo è stata per il passato – un’isola felice”: è l’analisi avanzata dalle associazioni sindacali e nello specifico dal segretario della Rsa Fisac Cgil Giovanni Marino che attraverso una nota spiega che a partire da gennaio numerose sono state le rapine quasi tutte portate a termine con il ripetersi delle stesse modalità e degli stessi orari. “Solo negli ultimi mesi, sono state rapinate la Banca della Campania di Via Roma ad Avellino, la Banca di Credito Cooperativo di Serino, la Banca di Roma di Mercogliano, la Banca di Credito Cooperativo di Flumeri e, pochi giorni fa per ultima, la Filiale del San Paolo-Banco Napoli a Mercogliano. Nella Filiale Banca Intesa in via Tagliamento è stata consumata l’ennesima rapina con le stesse modalità: orario centrale, tecnica del taglierino, minacce ai colleghi e clienti con forte impatto traumatizzante dal punto di vista fisico e psicologico. In una fase di recrudescenza dell’attività criminale come quella che si registra in provincia di Avellino, è doveroso mettere alla prova l’efficacia dell’accordo sottoscritto sulla sicurezza. Il 3 maggio scorso è stato sottoscritto un accordo sulla sicurezza anti-rapina nelle Filiali di Banca Intesa. Tale accordo, raggiunto dopo una vertenza di sei mesi e due giornate di sciopero fortemente partecipati, riguarda un aspetto lavorativo di grande rilevanza per tutti i dipendenti e per la stessa clientela: il diritto a lavorare in condizioni sicure e tutelate. Nel documento si è stabilito che ogni unità produttiva dovrà essere dotata di sei misure di sicurezza, con l’aggiunta di almeno una settima in rapporto al grado di rischio. Particolare attenzione è stata riservata alle dipendenze con un nuovo modello. In base all’accordo, le soluzioni adottate dall’Azienda saranno oggetto di verifica. La Banca si è resa, inoltre, disponibile laddove si verificassero situazioni di rilevante gravità, a tenere appositi incontri su richiesta della RSA al fine di valutare l’adozione di misure coerenti. In concreto si tratta di verificare, in tempi stretti, la disponibilità aziendale a riconsiderare il grado di rischio della stessa Piazza di Avellino, – non considerandola più un’isola felice per quanto riguarda il rischio rapina, tenendo ben presente che il datore di lavoro è obbligato ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelate l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, determinando – di conseguenza – eguale tutela nei confronti dell’utenza”.