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“Il paradosso – continua il coordinamento provinciale dell’Unione di Centro di Avellino – è che di fronte a questa vera e propria fuga dalle proprie responsabilità, il Partito Democratico di Avellino, presidente Mancino in testa, decide di premiare Galasso, benedicendo la sua corsa alla Camera, pur non nascondendo una valutazione estremamente negativa sulla qualità dell’azione amministrativa che il sindaco ha in questi anni espresso. Sarà un nostro limite di intelligenza, ma stentiamo davvero a comprenderne il nesso. Una posizione che possiamo capire solo se si assume a presupposto il fatto che Pd irpino, presidente Mancino in testa, agisca nella convinzione che Galasso possa far meno danni a Roma piuttosto che ad Avellino”.
“Infine – così si conclude la nota – una riflessione dobbiamo, nostro malgrado, indirizzarla al senatore De Luca. Con un sorriso amaro, infatti, accogliamo la sua intenzione di battersi perché Avellino non perda lo status di capoluogo. Al senatore De Luca, però, è bene ricordare come la sua battaglia sia intempestiva. De Luca, infatti, avrebbe dovuto – se ne avesse avuto contezza – difendere l’Irpinia ed Avellino capoluogo in occasione della conversione in legge della spending review, sia in sede di commissione che in aula. Ma non l’ha fatto, non presentando emendamenti al famigerato comma 4 bis e votando a favore del provvedimento nel suo complesso. Adesso, invece, incita alle barricate. Certe volte basterebbe la dignità del silenzio. Ma capiamo che dal senatore De Luca questo contegno non lo si può pretendere”.