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”In Campania abbiamo avuto l’accorpamento di Avellino e Benevento – ha aggiunto – Io ero dell’idea di avere coraggio e toglierle tutte, discutere di chi dovesse avere le funzioni e rafforzare le unioni dei Comuni”. ”Invece si chiudono le Province senza aver affrontato il tema del governo delle funzioni – ha sottolineato – Le vie di mezzo individuate sono peggiorative, i costi aumenteranno, mentre l’obiettivo era ridurli”. ”In Campania, nella riorganizzazione degli Enti locali, non si parte dalla Citta’ metropolitana – ha proseguito – Si discute di quanto deve essere grande e qualcuno sostiene che debba essere anche piu’ grande delle dimensioni attuali con 90 Comuni e 3 milioni di abitanti in un fazzoletto piccolissimo di territorio. Da qui l’idea che vada allargata con un pezzo del Casertano, dell’Avellinese, anche del Salernitano, passando a 180 Comuni”. Ma la questione resta irrisolta, a suo avviso, perche’ ”non e’ stato definito il governo delle funzioni”. Caldoro ha citato l’esempio dei rifiuti, del sistema delle acque, la gestione del trasporto. ”Non sono cose che inventiamo noi – ha evidenziato – Tutte le grandi realta’ europee sono definite in base alle funzioni e non sui perimetri amministrativi”. ”E’ un problema – ha concluso – che il Paese dovra’ porsi”.