
Sul riordino delle Province una ulteriore chiarezza va fatta a seguito della decisione del commissario prefettizio di Avellino di non firmare gli atti aggiuntivi per il ricorso al Tar. L’azione svolta dal rappresentante di piazza del Popolo è discutibile. Ma certamente non sta a noi giudicare. Una riflessione politica va fatta. Non dobbiamo applicare stellette, perché la battaglia non è stata vinta. Ma la verità va scritta. Sul riordino delle province c’è stato uno squallido scaricabarile alle spalle dei cittadini, che ora riunendosi in un comitato virtuale stanno comunque mantenendo alta l’attenzione. Non solo per capire le intenzioni, ma soprattutto per far sentire il fiato sul collo ad una politica sempre più distante dalle reali necessità di una comunità e più vicina ad aspirazioni personali. Proprio da quest’ultimo punto vogliamo partire. Cosimo Sibilia e la Provincia di Avellino si ritrovano a dover difendere il Capoluogo…per manchevolezze altrui. Solo per un momento inviterei gli irpini a riflettere: immaginate se non ci avesse pensato la Provincia di Avellino (parliamo dell’Ente che ha sede in Piazza Libertà) a presentare un ricorso al Tar, oggi dal punto di vista amministrativo ci saremo ritrovati senza proferire parola? In questa battaglia amministrativa dall’esito incerto, a schierarsi in prima linea doveva essere il sindaco di una collettività. Ma Giuseppe Galasso ha optato per altro, ha preferito lasciare la città ad un Commissario pur di candidarsi alle prossime elezioni politiche. L’esempio opposto è l’azione di Cosimo Sibilia che rischia l’ennesima volta per amor dell’Irpinia, restando in sella all’Ente, mettendo in secondo piano la sua scelta di ricandidarsi alle elezioni politiche. Poi si vedrà.. Chi si sente irpino o avellinese lotta, non abbandona la partita prima del fischio finale. Chi sente il dovere morale di difendere una terra mortificata lo deve fare fino in fondo. Soprattutto chi occupa rappresentanza nelle Istituzioni. Qualcuno obietterà….ma il sindaco si è dimesso prima, il decreto è venuto dopo. Non ci sono scusanti, la storia la conosciamo tutti…. Anche in politica ci vuole coraggio e bisogna preparare la corazza per tempo.