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Riordino enti montani, la competenza passa alle Regioni

La commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato l’articolo 25 della Legge finanziaria nella sua nuova formulazione che disciplina il riordino di alcuni enti locali affidando alle Regioni il compito di intervenire sulle Comunità Montane. Entro sei mesi dall’approvazione definitiva della Finanziaria quegli enti dovranno, con proprie leggi, riordinare le Comunità Montane, in caso contrario saranno validi alcuni criteri già inseriti nell’articolo 25. La finalità è ridurre i costi di gestioni di alcuni enti e la riduzione, complessivamente, della spesa pubblica. Sono interessati anche i consorzi di bonifica, i Comuni e le Province. Nei centri abitati con popolazione fino a centomila abitanti dovrebbero essere soppresse le circoscrizioni e gli esecutivi presenti in alcuni enti locali dovrebbero essere ridotti in fatto di numero di componenti e indennità percepite. Dunque, la palla passa alle Regione, che dovranno comunque garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi: riduzione del numero di Comunità Montane; riduzione del costo degli esecutivi; garanzia della presenza delle minoranze negli organi rappresentativi e riduzione delle indennità. Se la Regione non dovesse deliberare nei tempi fissati, saranno cancellate le Comunità Montane aventi più della metà dei comuni al di sotto dei cinquecento metri e depennati i centri abitati con popolazione superiore a ventimila abitanti. Quest’ultima disposizione in provincia di Avellino riguarderebbe soltanto il comune di Ariano Irpino. E’ immaginabile che nelle prossime settimane si apra un confronto molto serrato nei consigli regionali per giungere rapidamente alla stesura di una legge che disciplini nel modo migliore i nuovi ambiti territoriali. La riduzione dei numero di assessori in Comuni e Province, invece, entrerà in vigore dalle prossime amministrative. Il parlamentare Raffaele Aurisicchio di Sinistra democratica esprime soddisfazione perché con la nuova formulazione approvata dalla commissione vengono, di fatto, recepite numerose proposte di legge da lui presentate nella materia. “Si tratta di una buona regolamentazione – afferma Aurisicchio – con le possibilità offerte da uno strumento legislativo come la Finanziaria. Vengono conseguiti obiettivi considerevoli sul fronte della riduzione dei costi della politica senza ridurre la democrazia”.

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