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Riordino del gambling: tra novità, criticità e necessità di una riforma strutturale

Il riordino del comparto del gioco pubblico, in particolare del gioco fisico, rappresenta oggi una necessità non più rinviabile. A ribadirlo con chiarezza è stata Elisabetta Poso, dirigente dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervenuta al convegno I-Com. La dirigente ha sottolineato come il confronto tra istituzioni e operatori stia offrendo “spunti e idee interessanti”, ma soprattutto come l’attuale assetto normativo non sia più adeguato a governare un settore profondamente cambiato.

Ad oggi la normativa di riferimento è datata ma soprattutto frammentaria basti pensare a quando è stata messa in piedi: nei primi anni Duemila, quando la priorità venne data al piano tributario, senza però pensare a una revisione organica dell’impianto complessivo. Ma a emergere è soprattutto una criticità: quanto è cambiato il mondo, e con esso il gioco, negli ultimi venti anni?”, racconta ai nostri microfoni Valerio Sulfaro, Senior Copywriter di SlotMania, sito specializzato nel settore del gioco pubblico. “Per questo il nuovo riordino è urgente e necessario: per aggiornare regole, strumenti e obiettivi dell’intero comparto”.

Uno dei nodi centrali riguarda però la tassazione, che oggi presenta profonde asimmetrie tra i diversi prodotti di gioco. “Non si può più trascurare il tema delle basi imponibili. Prendiamo per esempio il caso delle AWP: una tassazione nominale del 24% si traduce, se calcolata sul margine, in un peso reale che arriva intorno al 67%, percentuale ancora più elevata per le VLT. Per anni questo sistema ha garantito una certa stabilità delle entrate erariali, ma lo scenario è cambiato”, sottolinea Sulfaro. Negli ultimi due anni, infatti, si è registrata una riduzione delle entrate proprio nel segmento delle AWP, storicamente più resistente agli aumenti fiscali.

L’aspetto più urgente, però, è ripensare la domanda. Ormai abbiamo metabolizzato l’inversione dei rapporti di forza tra raccolta online e raccolta fisica e senza un nuovo riequilibrio tra questi comparti lo stato ci perde. Ogni anno sono circa 300 milioni di euro di entrate erariali non riscossi – spiega l’analista di SlotMania – per questo il primo aspetto del riordino dovrebbe riguardare il riallineamento della tassazione”. Come evidenziato durante l’evento I-Com, la riforma dovrebbe basarsi su tre pilastri fondamentali: la revisione fiscale, il contrasto al gioco illegale e la protezione del giocatore, che dovrà basarsi su strumenti più evoluti rispetto a soluzioni considerate ormai semplicistiche, come distanziometri e limitazioni orarie.

Il modello di riferimento deve essere quello già sperimentato nell’online, da adattare però al gioco fisico – conclude Sulfaro – dove resta centrale la presenza degli operatori. Tra le misure allo studio figurano la qualificazione dei punti di offerta, per creare una sorta di ‘distanza giuridica’ in grado di intercettare le derive patologiche, e nuovi strumenti di autocontrollo: autolimitazioni di tempo o spesa, messaggi informativi e meccanismi di autoesclusione”. Certo, servirà ancora una volta equilibrio e misura: regole eccessivamente invasive rischierebbero di spingere i giocatori verso il circuito illegale, privo di tutele ma più attrattivo per facilità di accesso e payout.

Ora non resta che aspettare. L’ADM lavora al riordino fin dall’approvazione della legge delega e, secondo gli esperti, il quadro finale appare ormai vicino, grazie al dialogo con Regioni, enti locali e operatori del settore. Ma la parola fine deve ancora essere scritta.

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