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Rinnovo C.M. Ufita: D’Addesa ‘boccia’ la ricandidatura di Solimine

In vista della prossima assemblea finalizzata all’elezione del nuovo presidente della Comunità Montana dell’Ufita, si scaldano gli animi. Il Presidente uscente, Giuseppe Solimine, esponente dei Popolari di Centro, auspica la propria riconferma in virtù “di una continuità d’azione e nell’interesse del territorio. Non credo faccia bene ragionare in termini di maggioranza e minoranza, quello che desidero è una soluzione unitaria. Continuando ad alimentare la guerra tra bande non se ne trarranno che morti e feriti”. Una riconferma, dunque, la speranza di Solimine, pur essendo consapevole della difficile battaglia che si appresta a combattere. L’assemblea è infatti per la maggioranza in mano al Partito Democratico: i sindaci di 9 comuni su 17 della Comunità siedono nelle fila del Pd e questo è un requisito sufficiente in base alla legge regionale a eleggere il nuovo presidente della Comunità Montana dell’Ufita. Nel Pd d’altronde sono già spuntati i primi nomi: quello di Oreste Ciasullo, sindaco di Savignano nonché assessore uscente dell’esecutivo Solimine, e quello di Luigi Famiglietti, sindaco di Frigento.
Alle dichiarazioni di Solimine, immediata arriva la risposta di Erminio D’Addesa, esponente dell’Italia dei Valori : “Solimine, che evidentemente aspira alla riconferma, propone la continuità d’azione nell’interesse del territorio e parla di responsabilità nell’azione politico-amministrativa in quanto la guerra tra bande produce solo morti e feriti. In verità sul territorio provinciale la guerra è già in atto da tempo e ci sono già anche morti e feriti ed il segnale più tangibile è stata la caduta della Giunta De Simone a seguito delle dimissioni ‘notarili’ dei consiglieri provinciali demitiani, di cui Solimine era capogruppo, e dei consiglieri del centrodestra, senza poi parlare del ‘dimissionamento’ del sindaco di Andretta determinato anche dagli uomini di De Mita. Nelle Comunità Montane c’è bisogno di discontinuità ed il rinnovo degli esecutivi è il momento opportuno per operare un ricambio, ormai fisiologico, alla guida di questi Enti e per la Valle Ufita è quasi obbligatorio per il Partito Democratico, che almeno sulla carta detiene la maggioranza all’interno dell’Assemblea Generale, proporre un proprio rappresentante per la Presidenza dell’Esecutivo. Tra l’altro anche la questione che Solimine pone sul tappeto come la programmazione dei fondi europei può essere governata meglio da un esecutivo rinnovato e quindi più incisivo ed il centrosinistra ha all’interno dell’Assemblea validi ed esperti amministratori che possono mettere a disposizione del territorio e della popolazione dell’Ufita le proprie energie ed esperienze. Non è accettabile che un esponente demitiano di primo piano che ha contribuito, anche con le proprie dimissioni, a far cadere la Giunta De Simone possa pretendere di rimanere alla guida della C.M. Valle Ufita facendo finta che nulla sia successo ed improntando la cosa quasi ad un ‘vogliamoci bene’. Tra l’altro le dichiarazioni dell’on. De Mita per futuri accordi con il centrodestra per lo scenario politico provinciale e per la città di Avellino certamente non contribuiscono a creare, anche sforzandosi, un clima di ‘buonismo’ per la C.M. Valle Ufita e comunque per l’intero territorio provinciale. Per Palazzo Caracciolo la mediazione politica è saltata e le macerie sono sotto gli occhi di tutti. Pertanto, in attesa della definizione di nuove alleanze, dove ci sono i numeri il centrosinistra deve assumere la guida delle Comunità Montane altrimenti al danno si aggiungerebbe la beffa politica ed amministrativa e rivelerebbe l’inconsistenza dell’azione politica del Pd”.

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