Si è tenuto ieri sera presso la Sala Consiliare del Comune di Bagnoli il tanto atteso incontro con l’avvocato Pasqualino Catale, il legale che ha seguito le pratiche di rimborso Enel per i nostri concittadini dopo il blackout del 2003. L’aula consiliare era gremita in ogni ordine di posto, tante le persone in piedi assiepate un po’ ovunque. L’assise si è svolta alla presenza del sindaco Aniello Chieffo (in qualità di moderatore) e – opportunamente, visto il clima – anche delle Forze dell’Ordine. L’avvocato Catale ha avuto tanto coraggio nell’affrontare la platea: persone normalmente tranquille e pacate ma che, nello specifico, apparivano a dir poco inferocite per l’accaduto. Il sindaco nell’introdurre l’ospite, ha ammesso che il fenomeno a Bagnoli, vista la partecipazione, è probabilmente molto più vasto di quanto si potesse inizialmente immaginare. Qualcuno in sala ha parlato di oltre 400 domande di rimborso presentate in illo tempore dai bagnolesi. Il Catale dopo aver rivendicato – con molta umiltà – di essere stato il primo in Italia ad aver intentato all’inizio della sua carriera (nel 2000) una causa contro i colossi assicurativi e averla non solo vinta ma addirittura fatto “giurisprudenza”, e questo per far capire ai presenti che non era proprio uno sprovveduto, è entrato poi nel merito della questione. Ha riferito che all’epoca in cui si presentavano i ricorsi lavorava insieme ad altri 3 colleghi in stretto contatto con l’ADUSBEF, una tra le più importanti associazioni di consumatori presenti sul territorio nazionale. Aveva raccolo in poco tempo oltre 18.ooo istanze e avviato cause presso i giudici di pace per circa 10.800 di esse. A questo punto l’ENEL, insospettita per le tante richieste rivenienti da un solo studio legale con sede in una piccolisima località del salernitano (Santo Menna, ndr), ha deciso di vederci chiaro e, dopo propria attività investigativa, ha fatto causa all’avvocato contestandogli diverse irregolarità, alcune anche di rilevanza penale. La magistratura ha sequestrato i fascicoli e confutando all’avvocato alcuni reati. Il procedimento (penale e civile) è tutt’ora in corso. Il sig. Catale ha precisato che questa situazione gli ha impedito di fatto di seguire fino in fondo le cause civili per conto dei suoi clienti e che oggi non può svelare tanti aspetti della vicenda per non aggravare la sua posizione e quella dei suoi assistiti. Lui comunque non vuole fuggire dalle proprie responsabilità (anche se è vero che vive da qualche tempo a Lugano in Svizzera, pur mantenedo lo studio legale a Santo Menna) , non ha mai incassato un centesimo finora e che si mette a disposizione di tutti (la presenza a Bagnoli – secondo lui – rafforzerebbe questo proposito) per tentare un’azione di conciliazione con l’ENEL, pur non condividendo nè le sentenze di condanna, nè gli spropositati importi addebitati (quasi per intero rappresentati però da spese legali e processuali). Riconosce, comunque, di essere stato superficiale nell’acquisizione dei mandati a suo tempo raccolti, avvalendosi spesso anche di “collaboratori esterni”, e che per questo risponderà personalmente davanti ai giudici. La discussione in sala si è animata, ma alla fine una via d’uscita non è stata ovviamente trovata. Il sindaco, da “addetto ai lavori” , e percependo la complessità della questione, ha proposto di costituire presso l’Ufficio Turistico Bagnoli-Laceno (rivolgendosi nello specifico alla signorina Carolina Farese) un punto di raccolta delle istanze di pagamento finora pervenute (per le quali si presume ci sia già una sentenza di condanna in appello) e verificare poi se ci possono essere le condizioni per una comune azione transattiva, di conciliazione, con l’Ente. Altre strade, quali il ricorso alla Cassazione o l’eventuale denuncia dell’avvocato presente (per aver carpito in malafede le firme o averle addirittura contraffatte … altra causa civile), sicuramente più lunghe onerose e incerte, vengono lasciate alla discrezionalità di ciascun cittadino. La seduta a questo punto, tra lo sconcerto, lo smarrimento e la delusione dei presenti, si è sciolta.
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