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L’ispettore della Asl, infatti, accertò che l’infortunio era stato causato dalla forte umidità riscontrata all’interno del manufatto e soprattutto dalla ruggine che aveva attaccato lo scomparto all’interno del quale si era prodotto l’arco elettrico che aveva investito lo sfortunato operaio. Per questo, il servizio prevenzione aveva sanzionato pesantemente l’ENEL ed inoltrato un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica di S. Angelo dei Lombardi che ha poi rinviato a giudizio il responsabile della Divisione Infrastrutture e Reti ENEL della zona di Avellino, ing. F.C., per il reato di lesioni colpose derivanti dalla violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il Tribunale di S. Angelo dei Lombardi, all’esito di un lungo e travagliato processo nel quale si era costituito parte civile non solo Aiello Raffaele, difeso dall’avv. Rocco Bruno della CISL di Avellino, ma anche la sig.ra Cibellis Anna, moglie del lavoratore, difesa dall’avv. Gerarda Pennella, i quali avevano richiesto la condanna dell’imputato per il reato contestato ed il risarcimento dei gravissimi danni subiti a causa della incuria e della negligenza del datore di lavoro, il 15 maggio 2012 aveva assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.
La Corte di Appello di Napoli, con sentenza pronunciata il 29 novembre, accogliendo i ricorsi delle parti civili e del Procuratore Generale, dopo diverse ore di camera di consiglio, ha pronunciato la sentenza con la quale, riformando la decisione del Tribunale, ha invece affermato la responsabilità del dirigente dell’ENEL, ing. F. C., condannandolo alla pena di mesi tre di reclusione ed al risarcimento dei danni in favore dell’Aiello e della moglie che, finalmente, a distanza di oltre cinque anni da quella sciagurata mattina, hanno ottenuto giustizia. Si attendono le motivazioni che saranno depositate entro sessanta giorni dalla lettura del dispositivo in udienza”.