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L’esponente della “Dc verso il PPE” ha già ottenuto l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa regionale di un suo Ordine del giorno per garantire il diritto dei cittadini campani a poter contare su una giustizia vicina, anche fisicamente, attraverso i suoi presidi territoriali, che rappresentano un argine prezioso contro le infiltrazioni malavitose, la recrudescenza dei fenomeni criminali e l’aumento dei costi a carico di chi vuol vedere riconosciute le sue prerogative e tutelati i suoi legittimi interessi.
“La presenza di un tribunale – afferma Zecchino – è parte integrante della storia civile di una località e del suo ruolo nel contesto del territorio. E’ una conquista dalla quale non si dovrebbe mai tornare indietro, a maggior ragione se sulla bilancia ci sono da un lato risparmi modesti e dall’altro conseguenze devastanti. Perché questo sarà l’effetto della eventuale e deprecabile cancellazione delle sedi a rischio: una piccola economia che produrrà un danno culturale e sociale incalcolabile. Per ridisegnare la mappa delle sedi giudiziarie in maniera saggia non si può seguire solo l’asse della razionalizzazione economica. Quelli che vengono definiti “tribunali minori” o di “periferia” – conclude Ettore Zecchino – rivestono per le popolazioni interessate, sia sul piano sostanziale che su quello simbolico, una rilevanza strategica forse addirittura superiore a quella rivestita dai palazzi di giustizia di importanti città. Perché è in queste zone di periferia che lo Stato deve essere visibile e facilmente raggiungibile senza barriere e distanze che rischiano di rappresentare ostacoli insormontabili”.