
Avellino – Tagli alle risorse e agli organici, il maestro unico, l’offerta formativa, il 5 in condotta, l’abbassamento dell’obbligo scolastico dai 16 ai 14 anni: sono alcuni dei principali punti della protesta degli Studenti contro la riforma Gelmini indetta domani in tutta Italia. Da Torino a Bologna, da Firenze a Padova, da Venezia a Palermo, saranno circa 100 le città che verranno interessate da cortei e manifestazioni. In 70 piazze sarà l’Unione degli Studenti a reggere le fila del malcontento. Tra queste Roma, dove la protesta raggiungerà il Ministero dell’Istruzione e chiederà, a nome di tutte le mobilitazioni, il ritiro del decreto 137 sulle ‘Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università’. E la voce del dissenso si alzerà anche in Irpinia. Ad Avellino l’Unione Studenti scenderà in strada con un corteo che partirà da Piazza d’Armi alle ore 9 e proseguendo per via Colombo, viale Italia e Corso Europa, terminerà con un piccolo comizio in piazza Libertà. “Il programma governativo – spiegano gli allievi avellinesi – cozza con la nostra idea d’istruzione: una scuola che sia ascensore di classe e non di ulteriore discriminazione tra ricchi e poveri, Nord e Sud; una scuola che sia luogo di cultura a 360 gradi; che sia palestra di democrazia e non di autoritarismo”. Numerose dunque le accuse al provvedimento mosse dagli studenti. Parole che alimentano gli interrogativi sull’adeguatezza del decreto per un mondo, quello della Pubblica Istruzione, che in Italia fatica ancora ad allinearsi alla media europea e a risolvere i numerosi problemi da cui da tempo è afflitto. Fin qui gli studenti, ma cosa ne pensa della riforma l’altra sponda, quella che non siede tra i banchi? Ad esprimersi in merito è il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Rosa Grano che consiglia cautela. “Spero che gli alunni, prima di agire, si siano ben informati sull’idea di scuola contenuta nel decreto – esordisce – Certo, la riforma si inquadra in un’azione globale di sistema, e ad una prima lettura – ammette – le misure contenute appaiono fortemente restrittive, ma prima di pronunciarsi sulla sua adeguatezza sarà fondamentale analizzare i regolamenti attuativi per i quali restiamo in attesa”. Per la Grano sarà questo, di volta in volta, il banco di prova del provvedimento. Da verificare ci sono le istanze delle famiglie, la capacità degli enti locali di erogare i servizi, l’attuazione pratica delle norme sul dimensionamento delle classi. “Tutte questioni – spiega – che andranno necessariamente contestualizzate e per le quali è ancora prematuro formulare un giudizio definitivo”. Un ulteriore dato interessante della protesta arriverà proprio dall’eventuale partecipazione – e conseguente consistenza numerica – dei docenti, per i quali in città non è ancora possibile effettuare una stima. In questo senso informa il Dirigente Scolastico Provinciale: “Solo domani in tarda mattinata sarà possibile valutare e comunicare il grado di adesione degli insegnanti”.
E se l’impatto della protesta resta tutto da valutare, sul piano locale è però già tempo di guardare alle trasformazioni in vista. Trasformazioni che non si preannunciano indolori per l’Irpinia. “I tagli agli organici rischiano di avere una pesante influenza soprattutto sulle strutture scolastiche delle numerose aree montane della provincia – commenta la Grano – il dimensionamento e l’accorpamento degli Istituti in queste zone è un problema reale e delicato, così come in generale le difficoltà degli enti ad erogare servizi, testimoniate già dalle difficoltà di alcuni Comuni. La nostra priorità è rivolta a queste questioni”. Far collimare le esigenze legislative con il diritto-dovere all’istruzione per tutti: questo quindi il quadro che emerge ed il difficile compito da portare a termine. Ad Avellino come altrove. Per il momento la riforma Gelmini tra promozione o bocciatura appare piuttosto ‘rimandata’. (di Eddy Tarantino)