Riforma elettorale, De Luca (Pd): è il momento della responsabilità

0
115

“Se davvero intendiamo approvare la riforma entro la fine di questa legislatura dobbiamo renderci conto che occorre una determinazione politica risoluta che si traduca in una discussione rigorosa, serrata ed esaustiva”. Così il senatore del Partito democratico Enzo De Luca nel suo intervento, oggi in Aula, nel corso della discussione sulla riforma elettorale. Ricordando le parole della senatrice Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato – “Ora è il momento della responsabilità” – De Luca ha precisato: «Proprio in virtù di questa responsabilità, dobbiamo prendere atto, nessuno escluso, dell’urgenza di approvare i testi sulle riforme costituzionali e poi una riforma delle legge elettorale». Quindi si è soffermato sui punti salienti della riforma in discussione al Senato – rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio; introduzione della sfiducia costruttiva, e modifiche all’art. 64 della Costituzione circa il diritto delle opposizioni, per la prima volta riconosciuto in Costituzione; nuovo procedimento legislativo che sottende anche un nuovo tipo di bicameralismo, non più perfetto, ma procedurale; per citarne alcuni – per poi sottolineare «la decisione di ridurre il numero dei parlamentari a 762 (dai 945 di oggi). Il successo di questa operazione ci consentirà di affrontare la modifica della legge elettorale – ha aggiunto – Non si può pensare di chiamare gli elettori alle urne nel 2013 e farli votare ancora sulla base del “Porcellum”: sarebbe un grave smacco per il Paese e un vulnus inaccettabile per la nostra democrazia, a mio avviso matura per un sistema maggioritario strutturato sull’alternanza democratica tra due grandi poli politici – recuperando in questo la lezione morotea per una democrazia finalmente matura – i cui componenti dovrebbero essere obbligati a rendere noti, prima di andare alle urne e non successivamente, gli alleati e i programmi sui quali si reggono le alleanze. Obbligo che auspico venga inserito nella nuova legge elettorale, così come il ridimensionamento dei contributi pubblici ai partiti e la restituzione, mediante il sistema del doppio turno di collegio, del potere al cittadino elettore e, ripristinando un rapporto fiduciario tra elettori ed eletti, di nuova credibilità e forza alla politica e alle Istituzioni. Occorre riconsegnare al Paese un Parlamento di eletti, non di nominati, realmente rappresentativo dei territori, al quale si può pensare di affidare il compito di portare a compimento la riforma della nostra Costituzione». Il riferimento è «alla proposta presentata di recente dal Popolo delle Libertà relativa alla riforma dello Stato in senso semipresidenzialista, che si muove in direzione opposta a quella dei testi al centro della nostra discussione visto che va a modificare la forma di governo, minando alla base l’impianto costituzionale della nostra Repubblica parlamentare. Proprio per gli effetti che un disegno così articolato produrrebbe sulla struttura del nostro sistema democratico – ha spiegato il sen. del Pd – è evidente che non si può affrontare la questione con un emendamento. E’ necessario estendere quanto più possibile il coinvolgimento con un grande dibattito nel Paese e penso che sarebbe il caso di indire un referendum di indirizzo. Serve una discussione articolata, ampia che non può essere svolta in questo scorcio di legislatura. E se non dovessero esserci i tempi necessari ad approvare l’intero pacchetto di riforme su cui stiamo discutendo, allora procediamo a modificare la Costituzione limitatamente alla riduzione del numero dei parlamentari rinviando alla prossima legislatura la discussione residua di tipo costituzionale ed istituzionale. E poi concentriamoci sulla nuova legge elettorale – ha concluso De Luca – Pure di corsa se il caso dovesse richiederlo».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here