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Rifondazione dice no all’inceneritore. Imbriano: “Ecco perché”

“Non siamo per nulla favorevoli al progetto, avanzato a più riprese dal presidente dell’ASI Pietro Foglia, per la realizzazione di un impianto di incenerimento rifiuti, a Pianodardine”. E’ la dichiarazione di Gennaro M. Imbriano, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Non ci convince nè il metodo nè il merito della proposta. Rifondazione dice no agli inceneritori perchè nonostante i moderni sistemi di abbattimento degli inquinanti, le sostanze contaminanti emesse da un inceneritore, diossine, furani, cadmio, mercurio, inquinano l’aria, il suolo e le falde acquifere. La natura della maggior parte degli inquinanti emessi, come le diossine, è tale da porre problemi anche a bassa concentrazione e la loro caratteristica di resistenza alla degradazione naturale ne determina un progressivo accumulo nell’ambiente. Inoltre molti degli inquinanti emessi, come le diossine, sono composti cancerogeni e altamente tossici. E poi tutti sanno che gli inceneritori, nonostante la diminuzione di volume, non eliminano il problema delle discariche dal momento che le ceneri e di altri rifiuti tossici prodotti dall’impianto vanno smaltiti in discarica per rifiuti speciali, più costose e pericolose. Non risolvono le emergenze, dal momento che la costruzione di un impianto di incenerimento richiede diversi anni di lavoro (almeno 4). Richiedono ingenti investimenti economici e necessitano di un apporto di rifiuti continuo, in netta opposizione ad ogni intervento di prevenzione e riduzione della loro produzione. La proposta dell’inceneritore non è giustificata neppure sul versante dell’occupazione, visto che la costruzione e l’esercizio di un impianto determina un livello occupazionale inferiore al personale impiegato nelle industrie del riciclaggio dei materiali. Considerato anche lo scarso volume di rifiuti che potrebbe produrre l’Irpinia se solo facesse una seria raccolta differenziata, non si comprende quale possa essere l’utilità di questo impianto a Pianodardine. Tanto più che quell’area è già sottoposta a preoccupanti fenomeni di inquinamento industriale. Altro che inceneritore dunque! Quell’area, collocata in una delle zone più densamente popolate dell’Irpinia e a ridosso di territori a eccezionale vocazione agricola e vitivinicola, deve essere interessata da una seria opera di bonifica, così come avevano promesso l’Arpac e la Provincia all’indomani del disastro della Irm. E poi è impensabile -conclude il Segretario provinciale di Rifondazione- che possa essere l’ASI a decidere la politica dei rifiuti in Provincia di Avellino. Farebbero bene l’assessore Fierro e il presidente del Cosmari Av1 Spagnuolo a chiarire presto la loro posizione in merito e ad accogliere l’invito al confronto proposto dai sindaci di Tufo, Montefredane, Manocalzati, Pratola Serra e Prata. E’ fortunatamente fallita l’idea che si possano imporre decisioni del genere dall’alto, c’è bisogno su temi così delicati di partecipazione e ascolto delle popolazioni e degli enti locali. Spero davvero, anche in vista della fine del Commissariamento, che la politica e i cittadini possano tornare ad essere protagonisti nella gestione dei rifiuti, evitando di far prevalere gli interessi speculativi dei privati che ovviamente hanno fiutato l’affare”.

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