
Avellino – Da questa mattina ha riaperto anche il Cdr di Tufino, che era rimasto chiuso dagli inizi del mese di giugno in quanto i magazzini di stoccaggio degli scarti di lavorazione erano saturi. Una buona notizia sul fronte dell’emergenza rifiuti in Campania. La riapertura infatti consentirà ai compattatori provenienti dal nolano di non approdare più al Cdr di Pianodardine. Insomma, si raccoglie ovunque ma soprattutto a Tufino dove saranno sversati il 60 per cento dei rifiuti raccolti nel nolano e che fino a ieri venivano trasferiti ad Avellino. Una riapertura che ha accelerato le procedure in tutti i comuni della raccolta ed i cassonetti vuoti e puliti della città capoluogo ne è la dimostrazione. Intanto, questa mattina sopralluogo al Cdr di Pianodardine. Un controllo di routine ma necessario per verificare la disponibilità dell’impianto visto che da oggi avrà il 10 per cento dei rifiuti in meno da accogliere. E se da un lato i sei Cdr della Campania sono entrati in funzione, per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania è da oggi operativa la task-force coordinata dal Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e dal Commissario Straordinario Corrado Catenacci. Una task-force retta dai Carabinieri che è impegnata nello scortare i compattatori e gli uomini impegnati nel raccogliere tutti i rifiuti che si erano accumulati lungo le strade dei comuni campani. La task-force da ieri sera è impegnata nel napoletano ma nei prossimi giorni si trasferirà nelle altre province campane pronti ad individuare le zone a maggiore rischio. Intanto, in Irpinia si è alle prese con Savignano Irpino e Difesa Grande. Se l’Ente Provincia nella persona dell’assessore Bruno Fierro ha categoricamente confermato la decisione di procedere alla realizzazione del sito per fos e sovvalli in località Contrada Ischia, per la cui realizzazione occorrerebbero circa 5milioni di euro ed il tempo necessario per i lavori, Catenacci passa all’attacco riproponendo la riapertura di Difesa Grande ma la Provincia, con delibera alla mano, ha ribadito il suo ‘no’. Resta comunque da individuare nella nostra terra uno sversatoio per 80mila tonnellate di rifiuti ed un sito per le ecoballe. Insomma, la questione rifiuti in Irpinia resta un’incognita mentre da Ariano e da Savignano le popolazioni si dicono pronte alla battaglia. (di Emiliana Bolino)