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Rifiuti – Solimine: ognuno si assuma le proprie responsabilità

Avellino – Basta: sui rifiuti troppe ipocrisie e posizioni strumentali, che rischiano di innescare la miccia in una polveriera che può esplodere da un giorno all’altro. La popolazione è psicologicamente stremata, pertanto le istituzioni hanno l’obbligo di assumersi le proprie responsabilità e di parlare in modo chiaro e coerente alla gente per spiegare che il momento è drammatico e che occorre uscire subito da una emergenza ambientale gravissima. In Irpinia, contrariamente a quanto accade nelle altre province campane, la politica ha deciso nell’immediato come riprendere la raccolta per liberare le strade dai rifiuti, ponendo anche la basi per far rientrare l’emergenza e realizzare, finalmente, la gestione ordinaria del ciclo integrato. In Consiglio provinciale abbiamo approvato il piano per la provincializzazione: questo prevede la realizzazione degli interventi necessari per dare subito risposte alla popolazione e per organizzare la nostra autonomia territoriale, che passa attraverso la costruzione delle strutture necessarie, non escluso il termovalorizzatore, per raccogliere, smaltire e bruciare la nostra spazzatura. Per dare concretezza a quel piano, come rappresentante del Partito democratico ho presentato un ordine del giorno nel quale è stata inserita una forma di “risarcimento” per i comuni che riceveranno gli impianti per il trattamento dei rifiuti. Il deliberato è passato alla unanimità, quindi ognuno adesso deve assumersi le proprie responsabilità e spiegare alla popolazione, senza false ipocrisie e con chiarezza, che dalla emergenza si esce ma a condizione che vengano compiuti alcuni passaggi indicati nero su bianco dal parlamentino irpino. E’ da quel piano che occorre ripartire se vogliamo difendere o recuperare una condizione di serena convivenza nelle comunità locali, scosse dai continui capovolgimenti di fronte alimentati da chi prende iniziative in contrasto con gli impegni assunti, che rischiano di far smarrire il buonsenso. Il ragionamento vale anche per l’impianto in programma a Savignano Irpino, la cui realizzazione fu decisa tre anni fa. La politica deve appropriarsi nuovamente del proprio ruolo di guida delle comunità, impegnandosi nel difendere il proprio territorio dalla numerose e gravi ingerenze provenienti da altri livelli dello Stato, che ritengono di poter imporre le scelte con la forza, ma con la consapevolezza che il tempo per le strategie è finito e che davanti ad una situazione così drammatica occorre manifestare buonsenso e senso di responsabilità. Lo afferma Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita e consigliere provinciale del Pd – che esprime profonda preoccupazione per il disagio sociale e l’allarme sanitario che stanno crescendo in Irpinia e rispetto ai quali c’è ancora chi tenta di nascondersi, sottraendosi dalle proprie responsabilità. “Forse non è a tutti chiaro cosa sta accadendo nella nostra provincia – rincara Solimine – e mentre qualcuno sta lavorando per tentare di raggiungere il traguardo, qualcun altro lo sposta più in là rimettendo tutto in discussione. Così, il risultato non arriverà mai e rischiamo che questo gioco al massacro potrebbe condurre al disordine nelle nostre comunità. Gli amministratori locali devono indicare alla propria gente con trasparenza e chiarezza il percorso che è stato approvato, partecipando così anche al recupero del ruolo tipico della politica, che è quello della mediazione e dell’impegno per la risoluzione dei problemi. Se non dovessimo più riuscire a dialogare con la nostra gente vorrebbe dire che dovremmo dimetterci tutti, nessuno escluso, dal presidente Antonio Bassolino, al sindaco del comune campano più piccolo. Ovviamente – continua l’esponente del Partito democratico – quella nostra posizione di responsabilità e di chiarezza non può essere unilaterale, nel senso che deve corrispondere alla analoga posizione assunta nei livelli regionali e nazionali, perché gli amministratori locali non possono combattere ogni giorno contro decisioni o, più semplicemente annunci, spesso improvvisati ed illogici che creano allarme nella popolazione. Ogni mattina discutiamo sul se i rifiuti arrivano a Vallesaccarda, a Vallata, a Savignano o ad Ariano Irpino: la gente è spaventata, vive con la psicosi delle discariche, dei siti e dei danni che tutto questo può causare all’ambiente e alla salute pubblica ed è chiaro che il sindaco diventa il bersaglio al quale rivolgersi per ottenere risposte. Andando avanti di questo passo rischiamo di diventare tutti arteriosclerotici, perché nel mentre discutiamo in un modo siamo costretti ad apprendere, magari attraverso la stampa, che le regole sono state modificate e che saranno fatte osservare, se necessario, con l’uso della forza, che nella storia dell’umanità non ha mai risolto alcun problema. Dobbiamo ripartire dal presupposto che c’è una politica, la quale vuole ed è nelle condizioni di poter governare anche un problema così complesso, sapendo, però, che quel meccanismo fatto di responsabilità e mediazione si inceppa davanti a talune anomalie messe in campo da chi non intende partecipare alla risoluzione dei problemi. Mentre le nostre strade sono sommerse dai rifiuti – sottolinea ancora Solimine – mi chiedo che senso abbia il catastrofismo manifestato da certi medici e studiosi che soltanto adesso, dopo decenni di silenzio, vengono fuori comunicando alla opinione pubblica dati e consulenze circa la pericolosità delle discariche, per avere il primo piano sulla scena. Personalmente non sono assolutamente certo dei danni che le discariche hanno arrecato alla popolazione, perché mi occupo di altro, ma sono sicuro che i rifiuti di ogni genere abbandonati in mezzo alle strade rappresentano vere e proprie discariche a cielo aperto, che causano danni immediati e diretti all’ambiente ed alla popolazione. Anche qui, cosa è essere comunque contro ad ogni iniziativa, altro è esigere il pieno, corretto ed effettivo controllo igienico sanitario del ciclo dei rifiuti. Al bando falsità ed ipocrisie, qualunquismi e lotte di campanile, è giunta l’ora di uscire allo scoperto per dire una volta e per tutte che il problema dei rifiuti deve essere risolto. Il mondo intero ha visionato le immagini riprese a Napoli ed io non credo che il nostro senso di responsabilità debba escludere un ulteriore impegno in termini di solidarietà verso milioni di persone, che rischiano di ammalarsi innanzitutto per i cumuli sotto le loro abitazioni. Occorre uno slancio positivo, forte e convinto – conclude Solimine – per uscire dallo stallo ed avviarsi sulla strada della normalità. Chi dovesse continuare a girare intorno alle questioni senza tenere ben presente il traguardo da raggiungere, si renderebbe responsabile della ingovernabilità di un problema di primaria importanza e che pone a repentaglio il presupposto della convivenza civile tra i popoli”.

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