Provincia – Emergenza rifiuti, soluzione ancora lontana. Il tavolo tecnico a Palazzo Caracciolo che ha avuto luogo ieri pomeriggio, pur risultando positivo sotto alcuni aspetti, per altri ha forse deluso qualche aspettativa. Nulla da fare, infatti, per quanto riguarda l’individuazione di un sito di stoccaggio provvisorio, ancora di salvezza per un’Irpinia che arranca tra tonnellate di pattume per le strade. Ma se per fronteggiare l’attuale emergenza si continua a vivere alla giornata, non mancano i progetti a lungo termine diretti a gettare le basi che consentano all’Irpinia di gestire con tranquillità la questione rifiuti. Tutti, infatti, si sono trovati concordi su una posizione: avviare il processo di provincializzazione, un iter già da tempo nei programmi delle istituzioni – e non solo locali – e per cui si attende il nulla osta da parte del Governo. Alla base della scelta anche la consapevolezza che l’Irpinia produce poco sul fronte dei rifiuti, poco più del 5 per cento rispetto all’intera produzione regionale. E poi la condivisione di un disagio, quello avvertito dai cittadini perché dopo settimane di blocco o di raccolta a rilento, la città continua ad essere invasa. E la stessa sofferenza si registra in molti altri comuni dell’Irpinia. “Solo attraverso la provincializzazione – ha spiegato il sindaco di Avellino Pino Galasso – si potrà affrontare la questione in maniera più razionale”. L’ulteriore scopo, una volta raggiunto l’obiettivo, è quello di costituire un ente che possa coordinare il lavoro svolto dai due Cosmari. Il progetto, però, non potrà avere attuazione prima di 12 mesi. Per questo motivo sarà necessario che il commissario straordinario, Guido Bertolaso integri anche l’Irpinia nell’emergenza campana, in cambio dell’impegno concreto di essere autosufficienti da qui ad un anno.
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