Seduta intensa della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo che ieri, sotto la presidenza dell’On. Erminia Mazzoni, è tornata ad occuparsi della questione rifiuti in Campania.
Dopo aver avviato una procedura d’infrazione nel 2007 e aver deferito l’Italia alla Corte di Giustizia della Commissione Europa, nel luglio 2008, per le ripetute violazioni della normativa comunitaria in materia di tutela ambientale, la Commissione non allenta il tiro e ribadisce che è necessario “monitorare lo stato di avanzamento del piano di gestione dei rifiuti e la sua compatibilità con la normativa comunitaria in materia di salute pubblica e di ambiente, colmare il deficit infrastrutturale che impedisce alla Campania una corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti e controllare l’andamento dei flussi finanziari”.
Al termine dell’incontro, la Presidente Mazzoni, sollecitata dalle argomentazione degli intervenuti e supportata da un ampio consenso in seno alla commissione, ha siglato un nuovo impegno con i cittadini della Campania sottolineando “l’improrogabilità di una programmazione strutturata per salvare la regione da una perenne condizione emergenziale e la necessità di garantire alle comunità più vulnerabili l’attenzione costante anche delle istituzioni comunitarie”.
“Condivido la decisione della commissione petizioni – ha dichiarato l’On. Mazzoni – di accogliere la proposta di invitare i rappresentati delle autorità nazionali e locali, perché siano ascoltati, e di inviare una delegazione della stessa Commissione sul territorio interessato dall’emergenza per una missione investigativa. La crisi della gestione del ciclo dei rifiuti, acuita dalle legittime preoccupazioni per la salute dei cittadini e la tutela degli ecosistemi naturali, ha bisogno di una forte assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, che aiuti a superare le oziose divaricazioni. L’attività che metteremo in campo non è tesa a individuare i colpevoli – è un compito che spetta alla magistratura – ma a mettere in chiaro le cose, a definire un piano di interventi non solo condiviso, ma compreso dai cittadini, e a sbloccare i finanziamenti europei, indispensabili per le opere da realizzare.
Il meccanismo partecipato che è proprio della Commissione Petizioni è utile ad evitare che si giochi ad alimentare allarme sociale e che si concentrino tutte le energie sulle soluzioni. È inaccettabile- ha concluso – sentir parlare della mia regione, delle mie terre da colleghi stranieri, come simbolo di arretratezza, di malaffare e di irresponsabilità! Voglio andare avanti, con la collaborazione del Governo nazionale, per mettere la parola fine a questo scandalo!”