Rifiuti – La nuova società, Gambacorta: “Non sarà un carrozzone”

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Avellino – Provincializzazione del ciclo dei rifiuti: ormai ci siamo. Il parlamentino di Palazzo Caracciolo si appresta a stringere i tempi sulla costituzione della società che gestirà interamente il trattamento dei rifiuti di tutta l’Irpinia. A spiegare la fase di inizio ed illustrare i primi passi della nuova realtà è stato Nicola Dell’Acqua, capo missione “Aree, siti ed impianti” del Commissariato per l’Emergenza Rifiuti. “La provincializzazione dei rifiuti è in atto, in questa provincia, già da qualche mese. È da luglio che a Savignano Irpino vengono raccolti solo i rifiuti della provincia di Avellino. Parliamo di 296 tonnellate giornaliere. Con il presidente Sibilia, con il quale il Commissariato intrattiene rapporti da oltre un anno e mezzo, stiamo varando il sistema che entrerà in vigore prima del 31 dicembre, quando scadrà il decreto legge n.90 (poi legge n.123, ndr). Con il termovalorizzatore di Acerra, per il quale attendiamo il collaudo definitivo entro la prossima settimana, ci stiamo avvicinando verso la soluzione del problema a Napoli. Avellino è tra le province più virtuose della Campania, ma bisogna dare vita alla società provincializzata che si occuperà della gestione dell’emergenza. Il Commissariato non può risolvere tutti i problemi legati ai rifiuti, ma sostenere le Province per farle camminare sulle proprie gambe. Ad Avellino si sono già raggiunti ottimi risultati, ma bisogna adottare nuove metodologie per lo smaltimento. Dopo 14 anni di profonda crisi credo che la data del 31 dicembre sia una sorta di liberazione”.
Restano tuttavia problemi che richiedono scelte ben ponderate e soprattutto si rende impellente l’adozione di un programma calibrato consono all’Irpinia. “La provincia di Avellino percorre una strada in discesa – ha proseguito il braccio destro di Bertolaso – resta solo l’incognita di come gestire gli impianti di compostaggio sul territorio. Per quanto riguarda il Formicoso il Commissariato ha dato lo stop alla progettazione della discarica. Da questo momento sarà la Provincia a deciderne le sorti”.
Poi il monito del capo missione Dell’Acqua: “La provincializzazione dei rifiuti non deve intendersi come un sistema chiuso. Bisogna che le province di Avellino, Benevento e Salerno instaurino un rapporto di reciprocità sostenendosi l’una con l’altra”. Categorico anche il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia: “C’è ottimismo per la costituzione della nuova società, ma il mio appello è rivolto a tutti i cittadini di questa provincia. Senza il loro aiuto e il loro senso di responsabilità non usciremo mai dalla crisi. La nostra autonomia, che ricopre un periodo compreso tra i 24 ed i 30 mesi, richiederà l’impegno di tutte le nostre forze per dare vita ad un soggetto di gestione del ciclo dei rifiuti valido ed efficiente”. Rassicurazioni anche per quanto riguarda gli operatori del settore: “In Irpinia non si registrano esuberi – ha spiegato Sibilia – La situazione è particolarmente delicata solo nella provincia di Napoli”. E tuona Domenico Gambacorta, assessore provinciale all’Ambiente: “Abbiamo lavorato duro per scongiurare l’ipotesi Formicoso e stiamo intavolando un discorso con la Provincia di Salerno per usufruire del termovalorizzatore che di qui a poco verrà progettato. Vogliamo tornare alla normalità e responsabilizzarci, abbandonando un alibi mantenuto per troppi anni. La politica dello scaricabarile delle responsabilità è finita. La nuova società sarà oculata nelle spese e non graverà sulle spalle dei cittadini, già penalizzati da questa crisi. Il nuovo consorzio non sarà un carrozzone pubblico”.
Presenti all’incontro anche Vincenzo Sirignano, presidente del Cosmari Av2, Antonio Caputo, presidente del Cosmari Av1, Angelo Romano e Salvatore Cucciniello, rispettivamente presidente e vice dell’Asa, Michele Caso della Cisl ambiente, Giuseppe De Mita, vice presidente della Provincia.
Alla presentazione del programma di provincializzazione dei rifiuti, è seguito il tavolo tecnico tra le parti. (di Marianna Marrazzo)

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