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Rifiuti – Irpinia in ginocchio: dove le responsabilità?

Rifiuti: 22,8 per cento di media per il 2005 con un picco massimo raggiunto proprio nel mese di dicembre e che ha fatto toccare quota 44,48 per cento. Una media stentata pari al 10,34 per cento. Non regge, a conti fatti, il paragone sulle percentuali di raccolta differenziata ottenute, sia come media generale che nei diversi comuni d’ambito, tra i due Cosmari irpini: Av1 per la città, l’hinterland, la Valle Irno e il Serinese, la fascia del Partenio; Av2 per l’Alta Irpinia, l’Ufita, la Baronia e il Calaggio. Insomma, il decreto Ronghi che richiede una percentuale minima pari al 35 per cento sancisce la bocciatura di una Irpinia che ancora una volta stenta a destreggiarsi nella morsa di un nemico che, in fin dei conti, dovrebbe ben conoscere: l’emergenza. “Siamo di fronte alla possibilità di una crisi mai vista prima in tutto il territorio della Campania”. E’ il ‘cattivo presagio’ di chi si augura di essere “un profeta smentito dai fatti”. Il vice sindaco nonché assessore all’Ambiente del comune di Avellino, Antonio Spina, non cela la sua preoccupazione sul momento critico che si registra nel territorio in materia di rifiuti. “Purtroppo – ha spiegato – non si tratta di un fermo temporaneo degli impianti dovuto a qualche provvedimento della magistratura o altro. Il vero problema va cercato altrove”. E risiederebbe, infatti, nella mancanza di un ciclo integrato di rifiuti che, applicato in maniera razionale, avrebbe scongiurato il pericolo di trovarsi ancora una volta al cospetto di una emergenza. “Quattro sono i passaggi fondamentali: una differenziata capillare, l’efficacia dell’impianto di Cdr, una discarica di servizio in grado di ospitare fos e sovvalli, un termovalorizzatore per bruciare il tutto”. Un ciclo di cui tanto si è parlato ma che ha scatenato polemiche su ogni fronte. E oggi è gioco forza far ricadere su ‘qualcuno’ le responsabilità di una gestione che non ha mostrato grandi risultati. “Aspettiamo dallo scorso luglio un piano da parte del Cosmari Avellino1 – ha continuato Spina- ma ad oggi nulla di fatto”. Carenza di strutture, costi ingenti e, perché no, una scarso senso del dovere civico, hanno fatto in modo che l’Irpinia perdesse la sfida contro l’emergenza. E la situazione promette solo di peggiorare. Se nei giorni scorsi, infatti, era possibile procedere ad una raccolta stentata, oggi tutto sembra bloccato. File di mezzi davanti a Cdr, camionisti in protesta. Nessun compattatore, infatti, nella giornata di oggi ha varcato i cancelli del Cdr. E non finisce qui. L’impianto è saturo: non esce fos, non entrano rifiuti. Il sistema è fermo ma, soprattutto, senza prospettive. Perché gli autisti in coda davanti ai cancelli dell’impianto di Pianodardine, non sanno quando e se la situazione si sbloccherà. Peggio ancora: i giorni di autonomia dell’impianto irpino sono davvero contati. Il Cdr sta per alzare bandiera bianca. E da oggi il capoluogo, che finora non aveva risentito più di tanto dei disagi legati alla nuova emergenza rifiuti se non nei ritardi con i quali venivano svuotati i cassonetti negli ultimi giorni, si appresta a vivere giorni difficili. Ma Avellino rappresenta soltanto lo specchio di una condizione largamente diffusa su tutto il territorio. I comuni, infatti, non sanno più come gestire la situazione. I sindaci coinvolti, e non sono pochi, subiscono le conseguenze di una organizzazione forse, ci sia concesso dirlo, poco efficace e non hanno la possibilità di fronteggiarla non solo a livello pratico me neanche a livello di costi. Tanto per fare un esempio l’amministrazione avellinese spende circa 8mila euro mensili per un ciclo che, in fin dei conti, non fa altro che mostrare defaillance. E tra una battuta e l’altra sembra avere inizio una sorta di gioco delle parti mentre a pagarne le conseguenze è, come sempre, un territorio invaso dai rifiuti. Intanto dalla Regione giungono ulteriori segnali. “Sul piano regionale per i rifiuti, predisposto dal Commissariato e sottoposto alla giunta, deve essere al più presto avviato il confronto con le Province per giungerne ad una veloce approvazione”. E’ la richiesta del vice commissario di Governo per Ciro Turiello. La Commissione ha evidenziato la necessità di una maggiore partecipazione del Consiglio regionale alla definizione del piano “soprattutto in vista del rientro ai poteri ordinari già previsto dal Decreto di Governo”. Il Presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo, che ha partecipato all’audizione, ha invitato tutte le forze politiche “a compiere uno sforzo congiunto affinché si possa arrivare all’approvazione di una legge regionale che attribuisca responsabilità e poteri alle Province e diffonda la cultura della raccolta differenziata, uno strumento fondamentale per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti”.

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