Avellino – Rifiuti, raccolta a singhiozzo. Nonostante il ripristino (il 31 luglio scorso) dei conferimenti al Cdr, in città l’allarme non cessa. Contrada Sant’Eustachio, Pianodardine, rione Valle: sono solo alcuni degli esempi emblematici di un’estate di emergenze. Cumuli di immondizia, accantonati in postazioni ‘strategiche’ che rendono difficile la vita dei residenti, alle prese con miasmi e insetti di ogni specie. Una convivenza forzata che si scontra con la dura realtà: la disponibilità limitata (70 tonnellate) di conferimento, presso l’impianto di Pianodardine, per il Comune capoluogo. Non si esclude dunque un nuovo stop per il servizio di raccolta, necessario ad alleggerire la pressione dell’impianto. Nell’attesa l’emergenza resta. Come pure l’illusione della differenziata. Il nuovo servizio (che prevede la raccolta porta a porta per l’umido e l’indifferenziato e il trasferimento presso l’impianto di compostaggio di Catania, mentre per la carta, il vetro e la plastica saranno utilizzate le apposite campane negli spazi attrezzati) sarebbe dovuto partire proprio in questi giorni. Il tempo necessario per permettere a Comune, Cosmari e Asa (soggetti firmatari del protocollo) di definire una efficace campagna di sensibilizzazione e promozione dell’iniziativa. E le cose sembrano non andare meglio in provincia, dove l’ormai radicata differenziata potrebbe essere minacciata da questioni tecniche. Questa volta il problema sembrano essere i cassonetti. Grandi e grosse campane di plastica senza ‘fissa dimora’. Un problema, quello degli improvvisi spostamenti dei cassoni, comune a diversi centri dell’hinterland, che potrebbe finire per disorientare il cittadino e compromettere la buona riuscita del servizio. (mari.mo)
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