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Rifiuti, il Piano di Pansa: riadeguamento Cdr e discarica a Terzigno

Napoli – Il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti e Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha illustrato, oggi, in Commissione Regionale Ambiente il Piano di gestione per lo smaltimento dei rifiuti, la cui definizione è in itinere. Il Piano ha validità triennale, anche se prevede interventi che richiedono tempi più lunghi di realizzazione, punta al 25 per cento di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2008 anche con un’adeguata campagna di comunicazione, propone il riadeguamento di quattro impianti Cdr e di due per il compostaggio, conferma lo smaltimento finale attraverso il termovalorizzatore di Acerra e quello, in costruzione, a Santa Maria La Fossa, nel casertano, prevede misure di compensazione, anche fiscale, per i territori interessati da impiantistica per smaltimento dei rifiuti. Per quanto riguarda le discariche per il superamento e la prevenzione, nell’immediato, dell’emergenza, viene confermato il comune di Terzigno, nel napoletano, quale sede di discarica, con l’obiettivo di trasformarla in discarica regionale specializzata per frazione organica stabilizzata, si attende l’indicazione della provincia di Salerno per la discarica che dovrà sostituire Serre, mentre sono in corso gli studi di fattibilità per le discariche di Avellino, Benevento e Caserta. Infine, per quanto riguarda il problema delle ecoballe, si ipotizza che quelle successive al 15 dicembre del 2005 saranno oggetto della procedura di inertizzazione al fine di favorirne la ricomposizione morfologica all’interno delle cave, anche se il processo avrà tempi e costi piuttosto elevati.

I pro e i contro
Il capogruppo dei Verdi Stefano Buono ha espresso apprezzamento per la “filosofia di base del piano che è improntata alla raccolta differenziata”, ma ha stigmatizzato “la conferma della termovaloizzazione che, oggettivamente, non ha ragione di essere nel momento in cui si punta sulla riduzione e sulla trasformazione dei rifiuti”. Buono ha, dunque, invitato, tutti, per le rispettive competenze, “al senso di responsabilità per prevenire una nuova emergenza e mettere in campo un efficace piano delle discariche che possa funzionare nelle more del piano rifiuti e della applicazione della normativa regionale”.
Nel marzo scorso, infatti, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la legge regionale in materia di rifiuti che, puntando sulla massima concertazione dei territori e degli enti locali, istituisce gli Ambiti territoriali ottimali, quali enti gestori del ciclo dei rifiuti, e prevede il rientro nei poteri ordinari della Regione dal 1° gennaio 2008.
Sul coinvolgimento del Consiglio “a cose fatte” si è soffermato il consigliere di Prc Gerardo Rosania, che ha criticato la riproposizione dei termovalorizzatori e la mancata risoluzione del problema delle ecoballe, che sono in realtà bombe ecologiche e comportano costi insostenibili”.
Anche il capogruppo dell’Udc Pasquale Marrazzo ha sottolineato che “con questo piano si intende far sì che la politica abdichi al suo ruolo in un settore vitale per la Campania, cancellando, di fatto, la cessazione dei poteri commissariali approvata dal Consiglio”.
D’accordo con Marrazzo, il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa campana, Salvatore Ronghi, che ha evidenziato “il mancato rispetto degli impegni di concertazione presi con il Consiglio la cui legge, di fatto, viene commissariata dal piano per i prossimi tre anni”. Ronghi ha denunciato, inoltre, che “il piano avrà come unico effetto il rincaro ulteriore dei costi a carico dei cittadini”.
Il Presidente della Commissione Urbanistica Pasquale Sommese (Margherita) ha ricordato che “la legge regionale rifiuti è stata ampiamente condivisa con il territorio, e di questa condivisione il piano deve tenere conto”.
Ma sembra che nel piano possano rinvenirsi “potenziali incongruenze con la normativa regionale”, tema su cui si è soffermato anche il capogruppo di An, Francesco D’Ercole, secondo il quale “il piano deve rapportarsi con la legge regionale”. Il consigliere dei Ds Pietro Ciarlo ha invitato il Commissario Pansa “a definire con certezza giuridica gli aspetti gestionali del Piano in vista del ripristino dei poteri ordinari”.
La Sinistra Democratica, attraverso il consigliere Angelo Giusto, presidente della Commissione regionale Sanità, ha stigmatizzato “la carenza di informazioni da parte del commissariato in relazione al Piano rifiuti, un piano che – ha osservato –va ben oltre i tre anni di validità e, di fatto, espropria la Regione del suo ruolo di programmazione. Il piano – ha aggiunto Giusto – non è altro che la brutta copia del Piano Rastrelli e trascura tutti gli aspetti relativi allo smaltimento dei rifiuti pericolosi e tossici che avveleno quotidianamente il nostro territorio”.
A proposito degli Ato, il Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, intervenuto all’incontro, ha evidenziato che “c’è un orientamento, già approvato alla Camera dei Deputati, tendente ad eliminare tutti gli Ato, e a preferire i consorzi, al fine di ridurre i costi della politica e favorire un migliore collegamento con le popolazioni”; una scelta, questa, che andrebbe a minare alle basi la legge regionale rifiuti, incentrata proprio su questi organismi rappresentativi degli enti locali. In replica, l’assessore all’ambiente, Luigi Nocera, ha evidenziato che “la politica romana deve imparare a tenere in debito conto le scelte dei territori”. Sul piano, l’esponente dell’Udeur ha detto che “ci sono molte osservazione da fare, ma la raccolta differenziata rappresenta un primo passo fondamentale da mettere in campo anche perché la previsione del 25% è piuttosto realistica” A proposito dei rifiuti speciali, Nocera ha reso noto che la Giunta regionale ha approvato una delibera per l’adeguamento del piano di smaltimento dei rifiuti pericolosi che è stato affidato all’Agenzia regionale per l’ambiente”.

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