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Lo studio ha rilevato una condizione di inquinamento diffuso su tutte le matrici ambientali indagate ed in particolare si evidenzia per i suoli la presenza di rame, piombo, stagno, vanadio, tallio, berilio a concentrazioni superiori ai limiti di legge. Per le acque superficiali ed in particolare per il fiume Sabato si è registrata la presenza di ammoniaca totale, fosforo totale e tensioattività superiori ai limiti di legge.
Per le acque sotterranee si evidenzia il superamento delle seguenti sostanze: ferro, magnese e solfati.
Per la matrice ambiente-aria si evidenzia il superamento di inquinanti come le polveri sottili e l’ozono, ritenuti tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana. Lo studio condotto dall’Arpac si concludeva richiamando l’attenzione degli organi competenti perché si attivassero per la predisposizione di ulteriori indagini sull’area nonché di strategie per minimizzare gli impatti esistenti. Lo studio epidemiologico commissionato dalla Provincia su tutta la popolazione locale ha messo in evidenza un aumento statistico di alcune tipologie di tumori. È evidente che il sito di stoccaggio di Pianodardine per 42mila eco balle andrà ad aggravare una situazione ambientale già critica”.
In virtù di tali considerazioni i sindaci avanzano alle autorità competenti la formale richiesta di escludere Pianodardine come sito di stoccaggio di eco balle e di tenere in giusta considerazione il piano di zonizzazione redatto dalla Provincia al fine di avere un’equa ripartizione sul territorio delle eco balle prodotte dal Cdr di Avellino.
I sindaci inoltre chiedono di verificare se “è stato tenuto in considerazione il rischio di esondazione del fiume Sabato che interesserebbe lo stoccaggio delle eco balle; se è vero che il sito insiste su una salda superficie; se è stata prevista l’idonea impermeabilizzazione del sito di stoccaggio con relativa vasca di raccolta del percolato e relativo smaltimento degli stessi impianti di trattamento specializzati; se per le eco balle già stoccate sono state adottate tutte le precauzioni per la salvaguardia della falda e se si procede alla raccolta ed allo smaltimento del percolato in idonei impianti di trattamento specializzati; se sono garantite le condizioni di sicurezza per i lavoratori del Cdr e dell’area di stoccaggio; se lo stesso impianto rispetta le normative in materia ambientale”. Inoltre viene chiesto di conoscere i motivi “che hanno indotto a non individuare tale area in una zona a ridosso del fiume Sabato, fortemente antropizzata e dove vi lavorano migliaia di operai e non nell’ambito di siti previsti dal piano provinciale”.
IL COMMENTO della signora Maria Rossi: Loro Professori… noi spazzatura
Mentre in Irpinia ci becchiamo la spazzatura di Napoli, a Napoli gli esimi “Professori” terranno banco. La notizia diffusa da Asca ha per titolo “Sanità: a Napoli workshop su salute e rifiuti in Campania”. Domani giovedì 24 aprile a Napoli presso il Centro Congressi dell’Università Federico II – via Partenope 36 – si terrà un workshop interistituzionale dedicato al tema salute e rifiuti in Campania. Il Workshop, organizzato dal Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania e dal Ministero della Salute, si propone di fare il punto sullo stato delle evidenze scientifiche su rifiuti e salute presentate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Consiglio Nazionale di Ricerche (CNR), dalla Regione Campania e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Ufficio Europeo (OMS Europa), con specifico riferimento alla situazione in Campania, ed e’ destinato, in particolare, agli operatori pubblici di ambiente e salute. L’evento avrà inizio alle ore 8,30 con la cerimonia inaugurale e proseguirà fino alle 17,30 circa con un programma articolato in tre sessioni dedicate ad argomenti di attualità come “la gestione dei rifiuti e la salute”, “la salute della popolazione” e “i rifiuti e l’ambiente”.