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Rifiuti: i Comuni del Greco si difendono e scrivono a Napolitano

Petruro – Le Comunità Montane Partenio e Terminio Cervialto, i consiglieri provinciali Ranaudo, Monaco, Mazza e Pacifico, il presidente provinciale dei Verdi di Avellino Gianluca Festa e sindaci di Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Petruro Irpino, Prata P.U., Santa Paolina, Torrioni, Tufo, Montefredane e Aiello del Sabato creano un esercito… in marcia contro i rifiuti. Nessuna arma per sconfiggere il nemico di tutti ma un documento inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Commisione Europea, al Ministro dell’Agricoltura, al Commissario di Governo per l’emergenza dei rifiuti in Campania, al Sub Commissario per la Provincia di Avellino per l’emergenza dei rifiuti in Campania, al Consiglio e alla Giunta Regionale della Regione Campania, ai Sindaci delle Area Docg Taurasi e Fiano di Avellino, agli operatori della filiera enologica e ai cittadini di tutta la regione per esprimere nuovamente viva protesta in merito all’individuazione del sito di Petruro Irpino o Chianche quale sito di stoccaggio di ‘ecoballe’ non smaltibili per il ciclo virtuoso dei rifiuti. Le rassicurazioni sulla temporaneità della scelta – a detta degli scriventi – non sono apparse sufficienti e chiare, dati i precedenti, ma la scelta in sé, temporanea o definitiva, “implica un disprezzo per le risorse delle zone interne e per lo sviluppo che esse possono conseguire. La posizione non cambia affatto se un sito diverso, in qualunque luogo della Docg Greco di Tufo, dovesse essere indicato per la stessa emergenza. Ciò deve essere chiaro. E si ribadisce quanto rassegnato per iscritto al Commissario per l’Emergenza dei Rifiuti in Campania e al sub Commissario. La scelta infatti, manifesta una incapacità di dialogo e di raccordo delle strategie per la salvaguardia e valorizzazione dei territori, foriera di un’ulteriore emergenza più grave di quella dei rifiuti: la sfiducia verso le istituzioni. Se l’Irpinia è zona di produzioni tipiche e di pregio, se fornisce risorsa idrica a milioni di persone e a province di più regioni, seria cura dovrebbero avere anche territori che costituiscono il dimenticato e spesso disprezzato nei fatti marchio internazionale della Provincia, in quanto volano di ulteriori sviluppi. Una realtà internazionalmente nota, ma forse non abbastanza in patria. Dati alla mano, dunque, i firmatari del documento chiedono:
“ai sindaci e ai Consigli Comunali del Taurasi Docg e del Fiano di Avellino Docg di manifestare pubblicamente il proprio dissenso a comune difesa di una delle poche realtà di sviluppo delle zone interne;
ai viticoltori, ai vinificatori, alle aziende agricole, al Consorzio di Tutela, agli operatori portatori di interessi sul Greco di Tufo e sul territorio, alle Organizzazioni di Categoria di costituire, insieme alle istituzioni Comunali, un’associazione per la difesa del territorio e di valutare insieme ogni futura azione;
ai partiti e alle associazioni presenti sul territorio di promuovere petizioni popolari e/o lettere di protesta da inviare al Presidente della Repubblica e per conoscenza al Sub Commissario e al Commissario per l’emergenza Rifiuti della Campania;
alle Istituzioni e ai Rappresentanti Provinciali, Regionali e Nazionali di difendere il patrimonio, non solo irpino, che la DOCG GRECO DI TUFO rappresenta a livello internazionale;
al Commissario per l’emergenza Straordinaria dei rifiuti in Campania e al Sub Commissario Presidente della Provincia di colloquiare responsabilmente sulla scelta dei siti utili alla localizzazione per lo stoccaggio delle balle di rifiuti;
all’Istituzione Provincia di velocizzare entro il mese di Novembre, stante l’emergenza, le procedure per la l’ulteriore zonizzazione che dovesse essere ritenuta necessaria per le scelte di posizionamento degli impianti;
al Signor Ministro dell’Ambiente di invitare al buon senso chi è deputato alle decisioni sui siti di stoccaggio e di tenere un incontro, in tempi ristretti, con una delegazione dei Comuni firmatari;
al Signor Ministro dell’Agricoltura di difendere una zona di alto pregio dell’Agricoltura nazionale e di tenere un incontro, in tempi ristretti, con una delegazione dei Comuni firmatari;
al Signor Presidente del Consiglio di promuovere quanto in suo potere per correggere la scelta de qua, non supportata da alcuna logica utile;
al Signor Presidente della Commissione Europea di intervenire affinché sia salvaguardata una produzione di pregio della Comunità Europea”.

Chiedono, infine, al Presidente della Repubblica, in virtù del Suo Alto Magistero, “di vigilare affinché una parte virtuosa dell’economia campana non venga messa a rischio da scelte inopportune e perfettamente evitabili, e di concedere un’audizione di una delegazione dei firmatari”.
Invitano le popolazioni interessate a tenere un comportamento corretto, ma di massima e ferma vigilanza in difesa del territorio.

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