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“La questione vera, -e chiedo venia per la saccenteria- è che “provincializzazione” in materia di rifiuti individua due concetti che, per quanto sovrapposti nella attuale situazione irpina, restano distinti e diversi. “Provincializzazione” indica, infatti in un primo caso la competenza gestionale della Provincia (che era già uno “sbrego” istituzionale e che è destinata comunque a venir meno a prescindere) ed ad essa il decreto Monti si avvia a porre la parola fine, dimostrando come il PD abbia fatto bene a porre e da subito la questione dell’”espropriazione” delle competenze dei Comuni”. Ma non solo. “In un secondo caso – continua Fierro – indica l’ambito territoriale nel quale, qualunque sia la competenza gestionale, vanno affrontati e risolti a ciclo completo i termini dell’organizzazione della raccolta e trattamento finale dei rifiuti, imponendo che vi sia un luogo politico-istituzionale (la Provincia o ciò che la sostituirà, ove si adottano le linee politiche attraverso le quali tale obiettivo è pienamente assicurato): e su questo secondo aspetto -che a mio avviso è quello decisivo- non mi pare che i “distinguo” emersi nel PD, malgrado incertezze qua e là rilevate, mettano in discussione la consapevolezza diffusa che la “provincializzazione”, peraltro figlia della specifica elaborazione del centro-sinistra irpino, non sia il baluardo da difendere fino in fondo”.
Poi Fierro effettua un passaggio sui sindaci ribelli: “Altra cosa – evidenzia – è l’agitazione, in parte legittima, in parte purtroppo scomposta e strumentale degli amministratori locali, nei cui ragionamenti, con grande capacità di ascolto, va distinto, separando il grano, l’esigenza di chiare ed urgenti misure in grado di garantire efficienza ed economicità a ”IrpiniaAmbiente”, l’unica azienda pubblica di gestione dell’intero ciclo, che giustamente abbiamo voluto, dal loglio, la tentazione di tornare al passato della frantumazione dei vari “orticelli”. Nel PD il dibattito è aperto. E meno male, perché almeno costringe a slargare lo sguardo, come non avviene a chi in politica vive ogni problema solo assillato dall’esigenza dello “apparire”, di conquistare centimetri di spazio attraverso la distinzione comunque dal suo vicino”.
Per finire, una stoccata a Franco d’Ercole: “Dedichi più tempo a fare effettivamente il Presidente dell’ACS, anche se capisco come in quella postazione ci sia, per lui, ben poco da fare, per come la barra dell’ente sta ben salda in altre mani, quelle di chi effettivamente guida la barca, anche se, purtroppo per noi, portandola dritta a sfasciarsi contro le barriere del Mose”.