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Rifiuti – Conto alla rovescia per un sito: Irpinia ferma al palo

Avellino – Rifiuti: torna l’emergenza. E non è una sorpresa. Tonnellate di pattume popolano le strade irpine e quelle dell’intera regione Campania. Il lavoro dei Cdr è agli sgoccioli e, come una profezia, si abbatte sul territorio il monito del commissario Guido Bertolaso: riaprite le discariche o invio l’esercito. Un ultimatum che andrà a scadenza entro la fine di questo mese e che necessita, di conseguenza, di provvedimenti ad hoc. Insomma, in un modo o nell’altro il compito delle istituzioni è ancora una volta quello di individuare uno o più siti idonei allo stoccaggio. Inutile ribadire come i ‘tormentoni’ in materia rifiuti siano sempre gli stessi: la cava di Savignano Irpino, in località Ischia, destinata ad ospitare fos e sovvalli a norma, e la discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino, attualmente sottoposta a sequestro. Due aree che dell’Irpinia del pattume hanno fatto la storia e che sono state al centro di sommosse popolari. La tutela ambientale che si scontra, come sempre avviene in questi casi, con la coscienza civica e con il dovere etico e politico di porre rimedio ad una situazione che si protrae da oltre un decennio senza essere mai giunta ad una soluzione. Nessuno vuole i rifiuti in strada, nessuno vuole i rifiuti ‘dentro casa’. Ma Bertolaso stavolta ha deciso di non cedere ad alcuna opera di mediazione. Il problema manifesta sintomi troppo forti per poter essere ulteriormente rimandato. Il tempo corre: nei prossimi 24 giorni la provincia di Avellino, e non è la sola, dovrà dotarsi di idonee strutture per raccogliere il pattume. Sta di fatto che, nonostante l’emergenza sia nelle ultime settimane il piatto principale della cronaca irpina, la soluzione ancora non è stata trovata né sembra che il problema venga affrontato con la dovuta celerità. E forse in molti sono pronti a scommettere che i tanto discussi corsi e ricorsi storici si ripresenteranno come sistematicamente accade.

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