
Ariano Irpino – Dopo incessanti vicissitudini sembra giunto il giorno di creare ordine nell’intricata matassa che da tempo avvolge il tema della gestione dei rifiuti in Campania. Un giorno che dovrebbe coincidere con il 6 ottobre, data in cui il Governo Prodi dovrebbe attribuire pieni poteri al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che andrebbe a sostituire l’ex commissario Corrado Catenacci. Non un semplice cambio al vertice ma un passaggio che, tra le altre cose, potrebbe consentire a Bertolaso di ottenere dallo stesso Governo le ordinanze che fissano luoghi e tempi per lo sversamento dei rifiuti. E dopo le dichiarazioni fornite nei giorni scorsi dallo stesso capo della Protezione Civile, aumenta la tensione sul Tricolle. “Non si può più andare avanti così”, e il primo atto di Bertolaso potrebbe essere proprio la riapertura della discarica di Difesa Grande. Un gesto rinforzato senza dubbio dall’ordinanza sottoscritta da Catenacci prima delle dimissioni e che potrebbe dar vita ad una vera sommossa popolare. Non sono solo i cittadini, infatti, ad essere ‘infuocati’ ma le stessi istituzioni con l’appoggio del Vescovo D’Alise non sembrano più disposte a mediare e si sono apertamente schierate a favore di una popolazione che vede nella riapertura di Difesa Grande “… l’ennesimo sopruso per un territorio che in materia di rifiuti ha già fatto la sua parte”. Ma Ariano Irpino è già barricata. Proprio questa mattina, infatti, sono state chiuse al traffico le uniche due strade che conducono a Difesa Grande, una comunale, l’altra provinciale. E’ scattata, infatti, l’ordinanza dell’Ente Provincia. A firma del dirigente del settore Lavori Pubblici di Palazzo Caracciolo, Liliana Monaco, sulla Strada Provinciale 10 vige il divieto di circolazione. I camion dunque non potranno percorrerla nè dal versante irpino nè da quello pugliese. Una sorta di blindatura per evitare l’arrivo dei compattatori con i rifiuti a Difesa Grande. Intanto, la Provincia ha chiesto anche la verifica statica della stessa arteria dove sono già in corso dei lavori. E all’alba la popolazione è scesa in piazza perchè tra Mirabella e Grottaminarda erano stati avvistati dei camion. I compattatori c’erano ma erano diretti in Puglia dove il Commissariato per l’Emergenza Rifiuti in Campania ha trovato una soluzione tampone in provincia di Taranto. Dunque, con la chiusura delle strade, per raggiungere il sito i compattatori dovrebbero percorrere l’arteria che attraversa per Monteleone di Puglia o Savignano Irpino. Zone, tuttavia, non certo abbandonate a se stesse. Anche lì, infatti, i presidi sono pronti a dare l’allarme. E anche la Procura è a lavoro: Amato Barile, infatti, acquisiti gli atti dal commissariato partenopeo, potrebbe decidere da un momento all’altro, qualora ne riscontrasse gli estremi, di procedere al sequestro dell’area. Non tutto è ‘perduto’, insomma, ma la guerra, seppur fredda, sembra già aperta.