Rifiuti, Bertolaso chiede audizione. Aurisicchio primo firmatario

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Roma – Richiesta audizione urgente in Commissione Ambiente da parte del capo del Dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso che dovrebbe essere fissata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo come assicurato dal presidente Realacci. Primo firmatario il deputato Raffaele Aurisicchio. A porre in calce la firma anche l’on. Pasquale Giuditta. Il tema ancora una volta è dolente: la questione rifiuti. E la sua emergenza non risolta. Il tutto perché “è assolutamente necessario che il Parlamento sia messo al corrente della situazione in cui versa oggi l’emergenza rifiuti in Campania e del piano allestito per farvi fronte, così come è necessario che il Parlamento sia informato sullo stato di avanzamento del piano dotazione impiantistica necessario al completamento del ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti… Premesso che – si legge nella richiesta di audizione – con la legge 6 dicembre 2006 n. 290 sono state prorogate fino al 31 dicembre 2007 le funzioni di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti della regione Campania al capo del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri dott. Guido Bertolaso; con la stessa legge sono stati conferiti al Commissario delegato tutti i poteri indispensabili per conseguire il superamento dell’emergenza in atto e per assicurare la tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate; è stato assegnato inoltre al commissario delegato il compito di ridefinire, con l’esclusiva assistenza dell’Avvocatura dello Stato, le condizioni per l’affidamento del servizio smaltimento dei rifiuti della regione Campania sulla base delle migliori tecnologie immediatamente disponibili e conseguentemente, sono state annullate le procedure di gara già avviate; il decreto legge 245/05, convertito in legge n. 21 del 27 gennaio 2006, aveva disposto la risoluzione dei contratti stipulati dal Commissariato rifiuti con le ditte affidatarie del servizio smaltimento dei rifiuti solidi urbani in regime di esclusiva (Fibe) e l’obbligo di procedere alla individuazione dei nuovi affidatari del servizio sulla base di procedure accelerate di evidenza comunitaria; tali procedure, oggi annullate, non hanno avuto esito positivo, sicchè la Fibe sta continuando a gestire la parte impiantistica che essa stessa aveva allestito in Campania e per questo continua ad essere pagata, percependo un compenso a piè di lista (finora oltre 85 milioni di euro in poco più di dieci mesi); nei mesi scorsi le province di Benevento, Avellino, Salerno e Caserta dinanzi alla prospettiva di un ulteriore aggravamento dell’emergenza in atto a causa delle difficoltà di pervenire a soluzioni definitive, hanno manifestato la volontà di procedere alla provincializzazione del ciclo dei rifiuti, dalla raccolta fino allo smaltimento, ma in merito nessuna risposta è venuta da Commissariato e dal Governo; nel frattempo, in assenza di un piano definito e condiviso per superare l’emergenza, si sono moltiplicate le iniziative ed i protagonismi col risultato di far crescere l’incertezza e la confusione. Diversi i gruppi imprenditoriali si sono fatti avanti per prendere parte alla organizzazione del ciclo dei rifiuti e per proporre la costruzione di nuovi impianti di termovalorizzazione. Il caso più eclatante è quello di Avellino dove il Consorzio per lo sviluppo industriale (Asi) ha allestito una cordata di imprese locali ed anche estere con l’obiettivo di realizzare un termovalorizzatore per lo smaltimento sia dei rifiuti speciali industriali sia dei rifiuti solidi urbani”.

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