
Ariano Irpino – Guido Bertolaso, accerchiato, alza bandiera bianca e lascia piazza Plebiscito a sirene spiegate. E qui lo Stato esce sconfitto. Il commissario straordinario aveva chiesto, tramite il prefetto di Avellino, Paolo Orrei, la convocazione straordinaria del consiglio comunale perché voleva parlare alla popolazione prima di comunicare ufficialmente che la discarica di Difesa Grande doveva essere riaperta per fare fronte alla gravissima ondata di emergenza ormai alle porte. L’appuntamento era fissato per le ore 12.00 nel palazzo di città, che si affaccia su piazza Plebiscito. Bertolaso è arrivato in elicottero, ma per ragioni di ordine pubblico è atterrato a Grottaminarda. Poi, il trasferimento a bordo di una Alfa Romeo 166, seguita da tre auto di scorta. La popolazione lo stava attendendo ai bordi della piazza e sembrava intenzionata a restarsene tranquilla, ma all’arrivo del corteo si è immediatamente messa in moto accerchiando Bertolaso e la scorta: sono volate urla e spintoni: “Buffone, vai via..”. E d è volato anche qualche pugno sulla carrozzeria. Dopo cinque minuti di alta tensione, con le poche unità delle forze dell’ordine che a fatica tentavano di sottrarre il commissario dalla folla il corteo ha dovuto battere in ritirata. Bertolaso in pratica non è riuscito nemmeno ad aprire lo sportello della blindata. Accortosi che la situazione stava degenerando ha dato disposizione di ripartire immediatamente a sirene spiegate scortato da polizia e carabinieri. Successivamente si è fermato in commissariato nel tentativo di incontrare comunque il primo cittadino, ma si è reso conto che l’iniziativa non avrebbe ottenuto alcun risultato ed ha deciso, così, di lasciare Ariano definitivamente. Intanto il sindaco e l’assemblea hanno invaso atteso che giungesse nell’aula consiliare ed appresa la notizia dell’accaduto si sono riuniti per stilare l’ennesimo documento, attarverso il quale hanno ribadito la contrarietà a qualsiasi ipotesi di riapertura della discarica per i motivi tecnici, etici e morali ormai noti ed hanno avvertito ancora una volta il commissario che la riapertura dello sversatoio potrebbe generare seri problemi per l’ordine pubblico, tenuto anche presente la rivolta popolare del marzo 2004, che portò alla chiusura di Difesa Grande. (di Tiziano Tedeschi)