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“Al momento – riferisce il sindacato – infatti, non risulta che i comuni morosi abbiano provveduto all’effettivo accredito di un congruo acconto di quanto affettivamente dovuto”.
Nella mattinata di domani è previsto un nuovo incontro in Prefettura allo scopo di ottenere ulteriori garanzie sull’accelerazione dei tempi di risoluzione del problema e per valutare l’opportunità di istituire un tavolo di concertazione per il futuro. “I lavoratori dell’Asa e delle altre aziende coinvolte – ha dichiarato il segretario della Uil Franco De Feo – vivono una condizione insostenibile. Per i primi, infatti, non esistono più le garanzie di sicurezza necessarie a svolgere i proprio lavoro e non ricevono la retribuzione alle scadenze contrattuali, tutti gli altri non ricevono lo stipendio ormai da mesi. Il Sindacato a questo punto pretende che i comuni morosi procedano al versamento di tutto quanto dovuto, altrimenti la protesta non si fermerà. Anche se a pagarne le conseguenze saranno anche tutte le comunità che regolarmente hanno versato il dovuto al Consorzio e che oggi non possono usufruire del servizio non solo per la protesta e la mobilitazione dei lavoratori ma anche per mancanza di liquidità economica per garantire le assicurazioni dei mezzi utilizzati per la raccolta, per il carburante e per altri acquisti necessari a realizzare il servizio. La manifestazione di questa mattina è stato un momento importante e significativo per la Uil e per i lavoratori scesi in blocco a protestare. Gli incontri avuti con il Presidente della Provincia e con il Prefetto di Avellino, anche se non sono stati ancora risolutivi della questione, ci hanno permesso di aprire concretamente un confronto che, speriamo, possa dare i primi risultati positivi. La UIL ha chiesto anche che venga istituito un tavolo istituzionale in sede di Prefettura con le OO.SS., i Commissari liquidatori dei Cosmari AV1 e AV2, e la Società pubblica Irpiniambiente per pianificare la risoluzione delle emergenze ed il futuro dei lavoratori e del servizio che spetta a tutti i cittadini”.