Rifiuti: alla Camera fiducia al decreto… ma non a Bassolino

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Con 266 voti a favore e 255 contrari è diventato legge il decreto per l’emergenza rifiuti in Campania. E mai come in questa circostanza si è trattato di un decreto molto contestato non solo dall’opposizione ma dalla stessa maggioranza. Le dichiarazioni di voto, infatti, seppur favorevoli alla conversione, non hanno celato un diffuso malcontento a proposito dell’operato del governo regionale. ‘Imputato’ d’eccellenza anche da parte dei banchi della maggioranza in tutti i casi il governatore Antonio Bassolino. Nel corso delle dichiarazioni di voto Giacomo De Angelis, del Pdci, ha suggellato il voto favorevole al decreto con una requisitoria contro l’operato del governo Bassolino e del commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti. In seno alla maggioranza a criticare il modus operandi del centrosinistra campano anche Ermete Realacci (Ulivo) che ha palesemente ammesso come “le responsabilità politiche della situazione attuale interessano tutti ma soprattutto il centrosinistra che nell’ultimo decennio ha governato in Campania”. Il Pri ha manifestato con un ‘no’ la propria disapprovazione rispetto ad un decreto che sembra non possa risolvere il problema dei rifiuti mentre il Prc, rappresentato da Giuseppe De Cristofaro, pur avendo constatato le zone d’ombra del provvedimento ha infine ammesso che “é l’unico modo per dare una risposta reale alla cittadinanza prevedendo la possibilità di definire un nuovo piano rifiuti”. E mentre Bassolino riceveva una parziale ‘bocciatura’ a Montecitorio, sulla piazza i leghisti armati di sacchi di immondizia e cartelloni hanno detto la loro: “Basta ai contributi governativi per l’emergenza rifiuti in Campania e stop al commissariamento”. “Rifiuti campani, altri 80 milioni di euro… per cominciare. Vergogna”, “… e adesso questi li smaltite voi”, “La monnezza rispediamola a Napoli”.

Il decreto
Art. 1 – Discariche e messa in sicurezza
Individuati i siti da destinare a discarica per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi fino alla cessazione dello stato di emergenza: Svignano Irpino (Avellino), Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento), Terzigno (Napoli) e Serre (Salerno). I rifiuti smaltibili sono quelli provenienti da attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani. L’attivazione di questi siti può avvenire anche in deroga a specifiche disposizioni in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei principi fondamentali per la tutela della salute e dell’ambiente e salvo l’obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure per la tutela della salute e dell’ambiente. L’utilizzo di Serre è consentito fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo, individuato dal presidente della Provincia di Salerno. L’uso finale di Terzigno, all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, è consentito solo per il recapito della frazione organica stabilizzata (Fos) di qualità accertata ed esclusivamente ai fini della ricomposizione morfologica del sito. Incarico al Commissario delegato per l’adozione di misure di mitigazione ambientale, compresa la bonifica e la messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti nel territorio di Terzigno, tramite un piano da predisporre d’intesa con il presidente della regione Campania e con il ministro dell’Ambiente.

Art. 2 – Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti
Il Commissario individua in via di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l’eventuale smaltimento delle balle di rifiuti prodotte a decorrere dal 15 dicembre 2005, trattati negli impianti della regione. Possibilità per il Commissario di derogare alle norme per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Previsione della possibilità di ricorso alla requisizione di impianti, cave dismesse e discariche, anche se sottoposti a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria, fino alla fine dello stato di emergenza. In caso di discariche situate in Campania in prossimità di centri abitati di altre Regioni i provvedimenti devono essere adottati sentiti i presidenti delle Regioni confinanti. Per le attività di presidio dei siti da destinare a discarica sale da 15 a 30 il numero delle unità di personale di Carabinieri, Gdf e Corpo forestale che può essere assegnato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 3 – Divieto di localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale dei rifiuti
Vietata, in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica, la localizzazione di ulteriori siti di smaltimento finale di rifiuti nel territorio dell’area flegrea, nelle aree protette e nei siti di bonifica di interesse nazionale. Decorsi 20 giorni dall’inizio del conferimento dei rifiuti nel sito di Difesa Grande scatta la chiusura definitiva del sito e il divieto di localizzazione di ulteriori nuovi siti di smaltimento finale nel territorio di Ariano Irpino.

Art. 4 – Consorzi di bacino
Per il servizio di raccolta differenziata obbligo per i Comuni della Regione Campania di avvalersi solo dei consorzi di bacino che utilizzano i lavoratori assegnati in base all’ordinanza del ministro dell’Interno 25 febbraio 1999 n. 2948. Sono fatti salvi i contratti già stipulati e quelli in corso di esecuzione anche con eventuali proroghe già concordate tra le parti prima dell’entrata in vigore del presente decreto legge per l’affidamento della raccolta del rifiuto differenziato e indifferenziato. Il commissario delegato può proporre alla regione l’accorpamento dei consorzi o il loro scioglimento, qualora non adottino le misure prescritte da una specifica ordinanza commissariale nel termine di 90 giorni dalla sua adozione, per l’incremento dei livelli di raccolta differenziata degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi. Adozione di misure per raggiungere l’obiettivo minimo di raccolta differenziata, anche tramite servizi di raccolta a domicilio. Predisposizione entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto da parte dei consorzi di appositi piani economico-finanziari che devono essere approvati dal Commissario delegato e contenere gli elementi indispensabili alla valutazione della congruità e della sostenibilità dei costi, dei ricavi e degli investimenti, anche con riferimento ai riflessi tariffari sulle utenze.

Art. 5 – Misure emergenziali
Ai prefetti della regione Campania il compito di assumere le determinazioni necessarie ad assicurare piena effettività degli interventi e delle iniziative previste dal decreto e attuate dal Commissario delegato.

Art. 6 – Nomina a sub-commissari dei presidenti delle province
Nomina a sub-commissari dei presidenti delle Province campane per accelerare le iniziative dirette alla restituzione dei poteri agli enti ordinariamente competenti, nell’ottica di provincializzazione del ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti. La nomina è a titolo gratuito. Possibilità di revoca della dichiarazione dello stato di emergenza anche in ambito provinciale attraverso successivi decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 7 – Tariffe
Adozione immediata da parte dei Comuni della regione Campania di iniziative urgenti per assicurare, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e per 5 anni, che ai fini della determinazione della Tarsu e della Tia (Tariffa igiene ambientale) siano applicate tariffe in grado di coprire integralmente i costi del servizio di gestione dei rifiuti. Previste sanzioni per i Comuni inadempienti alla scadenza dei termini previsti, previa diffida ad adempiere e successiva nomina di un commissario da parte del prefetto.

Art. 8 – Clausola di invarianza della spesa
Il Commissario delegato provvede alle attività di sua pertinenza nell’ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale. Demandato al ministero dell’Economia il compito di monitorare gli oneri derivanti dal decreto e di riferire bimestralmente al Parlamento in merito all’utilizzo delle risorse della contabilità speciale.

Art. 9 – Piano per il ciclo integrato dei rifiuti
Adozione di un Piano per la realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti nella regione Campania. Il piano sarà adottato dal Commissario delegato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione, d’intesa con il ministro dell’Ambiente, sentiti la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania e il Commissario per la bonifica. Il piano deve contenere le priorità delle azioni di prevenzione nella produzione, riutilizzo, riciclaggio del materiale, recupero di energia e smaltimento, oltre al numero e alla capacità produttiva degli impianti. Per la redazione del piano il Commissario si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della Protezione civile e del concorso di amministrazioni ed enti pubblici. Il piano, oltre al conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, deve assicurare la piena tracciabilità del ciclo dei rifiuti, l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, metodi di trattamento biologico e un elevato livello di tutela ambientale e sanitaria. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione il Commissario delegato deve assicurare l’individuazione di siti idonei per la realizzazione dell’impianto di compostaggio e la prevista messa a norma di almeno uno degli impianti esistenti di produzione di combustibile da rifiuti ai fini della produzione di combustibile da rifiuti di qualità e di frazione organica stabilizzata di qualità.

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