Rifiuti ad Atripalda: La Sala propone iniziative tra cui l’ecopoint

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Atripalda – Mentre appare sempre più probabile il ritorno alla presidenza del Cosmari di Guarino e ad Avellino si discute di qualche ovvio e ragionevole correttivo alla raccolta differenziata, ad Atripalda che si fa?
L’interrogativo posto dal consigliere del Pdl Raffaele La Sala ha pronta risposta: “… nessuno parla e ancora ci si trastulla tra un inutile e costoso ‘porta a porta’ e l’assuefazione ad un endemico disservizio quotidiano. Insomma ci siamo avviati lungo una ineluttabile deriva, in cui pare prevalere passività e rassegnazione, ed il peggio è che nessuno prova a riprendere il filo del discorso ed a chiedersi che fare”.
Ed ecco qualche riflessione, a partire dal sito di stoccaggio provvisorio a via Tufarole, “… servito per anni a superare le crisi periodiche di Cdr e discariche: a che punto siamo? Siamo evidentemente al punto di prima se, a quasi un anno dal sequestro, nessuno ne parla più. Così come nessuno parla più del nuovo sito promesso e svanito nelle dense nebbie del bilancio”.
Secondo l’esponente del Pdl non ci sarebbe molto da fare ma si potrebbe partire da quattro iniziative:
riorganizzare il sistema di conferimento e di raccolta: prevedendo, per esempio, il conferimento entro le ore 24 e raccolta e spazzamento notturno;
definire e rendere note aree recintate e pratiche modalità di conferimento per ingombranti e speciali;
intensificare i controlli a campione su conferimenti e differenziata, prevedendo incentivi al personale impegnato ed un sistema progressivo di sanzioni;
incentivare, d’intesa con le associazioni di categoria, un sistema di ‘convenzione’ con supermercati e grande distribuzione per l’abbattimento degli imballaggi, attraverso una più moderna organizzazione della vendita al dettaglio.
Insomma piccole cose ed un po’ di buona volontà, individuando anche forme di incentivazione per il cittadino ‘virtuoso’.
Intanto gli addetti ai lavori avranno già sentito parlare di ecopoint, veri e propri punti di conferimento, privati, per i materiali a minore impatto ambientale e più facilmente ‘riciclabili’.
Gli ecopoint sono già attivi in alcune città del Nord (a Genova) e si vanno diffondendo in franchising in tutta Italia. Si tratta di un’attività in forte espansione e che promette un ricarico interessante, con limitati investimenti iniziali. Non ritengo possibile che si perpetui il paradosso di una ‘ricchezza’ (i rifiuti) che si trasforma in un salasso per il cittadino
”.

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