Irpinianews.it

Rif. Azzurri – Sorece: “Stufi del PdL irpino: pronti ad andare via”

Avellino – Tutto sembrava essere destinato alla definitiva conclusione e invece no. La disputa tutta interna al Popolo della Libertà irpino sui coordinamenti locali rischia di lacerare il partito e di aprire nuovi scenari di ostilità. L’incontro di giovedì scorso a Roma tra dirigenti e parlamentari del PdL ha lasciato irrisolto più di un nodo. Da tempo sul piede di guerra ci sono, tra gli altri, i Riformatori Azzurri di Orazio Sorece, in pratica tagliati fuori dal vertice capitolino, che rivendicano maggiore rispetto e collegialità nelle decisioni operate dal partito. E l’ultimo nome emerso (Iannuzzi, ndr) quale prossimo coordinatore cittadino del PdL di Avellino è già diventato un caso. Ne parliamo con Orazio Sorece, presidente provinciale di Noi Riformatori Azzurri e consigliere comunale in quota PdL a Palazzo di Città.

Quella della definizione di tutti gli organismi provinciali è una storia che si trascina da svariati mesi. Noi Riformatori Azzurri ha assunto, più di tutti, una dura linea di contrasto nei confronti dei vertici provinciali del partito. Perché?
“Ci sono varie premesse da fare. Sono stato il primo tra gli eletti i quota PdL al Comune di Avellino; Noi Riformatori Azzurri è un movimento nazionale che in Irpinia conta circa 2mila iscritti, gruppi consiliari in vari Comuni e l’adesione dei sindaci di Moschiano, Rocca San Felice e Sant’Angelo dei Lombardi; il tesserato numero uno è il presidente Silvio Berlusconi. Detto questo, gli esponenti di Noi Riformatori Azzurri lamentano la scarsa collaborazione e la scarsa considerazione nei nostri confronti da parte della classe dirigente del partito irpino a discapito dei principi di meritocrazia. Denunciamo ad alta voce la mancanza di confronto, la mancanza di democrazia, l’arroccamento della classe dirigente provinciale che rappresenta il difetto di democrazia politica che è davanti agli occhi di tutti”.

Perché questa presa di posizione nei confronti dei vertici?
“Noi siamo stati sempre critici verso la classe dirigente, poi abbiamo optato per una tregua perché eravamo stufi di predicare nel deserto, ma nessuno ha mai reagito e prestato ascolto. Siamo ora giunti al punto di dover ripercorrere di nuovo la strada del confronto critico, torniamo ad essere perplessi nei confronti di chi ci rappresenta. Rivendichiamo vero e necessario dibattito democratico e pari posizioni. La nostra richiesta si inserisce in un quadro politico desolante e sostenuto da una politica debole e in affanno che ha smarrito i valori fondamentali della convivenza e del pluralismo ideale”.

Cosa chiedete all’attuale classe dirigente?
“Il PdL irpino è ostaggio dell’apatia, dell’immobilismo intellettuale e del disinteresse verso la politica. L’attuale classe dirigente ha trasformato il partito in un vero e proprio regime che oggi è rappresentato da una oligarchia che perde colpi e connotati di democrazia e che impedisce di fatto l’effettivo ricambio delle classe dirigente per perpetrare, attraverso il sistema della cooptazione, il proprio potere. Vero è che si tratta di un potere debole, soggetto a veti incrociati e ricatti politici a discapito della democrazia e delle pari dignità. Noi riformatori non accettiamo e non tollerano veti da nessuno. E nel rispetto dell’altrui dignità chiediamo maggiore confronto e democrazia, altrimenti saremo costretti a prendere le distanze dal partito irpino. Vista la situazione, domani si riunirà il direttivo nazionale di Noi Riformatori Azzurri a Roma per discutere della vicenda Avellino. Chiediamo maggiore rispetto e, facendo mie le parole di Benigni, sottolineo che in questo partito non c’è spazio per le persone di qualità, questo partito non vede di buon occhio chi, numeri alla mano, lavora realmente sul territorio. Noi non possiamo più essere beffeggiati. Mentre stiamo a litigare per posizionare questa o quella persona in quel coordinamento locale, i veri e proprio rappresentati del territorio ci abbandonano. Non ultimo è il caso di Carmine Montanile, il mio predecessore alla commissione Bilancio al Comune di Avellino, che è infatti passato all’AdC di Francesco Pionati. E’ una emorragia che continua nonostante quanto riferiscono i vertici”.

Cosa accadrà per quanto riguarda la partita del coordinamento cittadino del PdL di Avellino?
“Lunedì sera si è tenuta una riunione interna tra i quattro componenti del gruppo del PdL al Comune di Avellino (D’Ercole, Sorece, Battista e Silvestri, ndr) ed unanimemente si è deciso che il segretario cittadino del partito deve essere scelto tra i consiglieri comunali del PdL – eccezion fatta per D’Ercole che è il nostro capogruppo – poiché meglio rappresentiamo il territorio. Sempre unanimemente abbiamo deciso di intraprendere un percorso unitario e clamoroso se questo non dovesse accadere”.

Pronti addirittura ad uscire fuori dal gruppo del PdL?
“Tutto è possibile. Si badi bene però che parliamo di una offesa nei confronti di chi ha lavorato e speso energie e passione sul territorio. Abbiamo dato mandato al capogruppo D’Ercole di farsi portavoce di questo angosciosa situazione. Siamo disposti ancora a collaborare ma ci vediamo costretti a prendere le distanze dal partito a livello provinciale”.

Exit mobile version