
Ariano Irpino – Un gesto forse ‘impopolare’ ma Catenacci, dopo le dimissioni, ha voluto che l’Irpinia lo ricordasse così: con la firma dell’ordinanza di riapertura di Difesa Grande. Insomma, il commissario ha colto tutti di sorpresa: ha portato a termine l’atto finale del capitolo irpino dell’emergenza rifiuti e se ne è assunto le responsabilità. Nonostante la decisione di dimettersi dalla guida del Commissariato per l’Emergenza Rifiuti in Campania – assunta a seguito dell’avviso di garanzia emesso dalla Procura di Benevento per la discarica in località Tre Ponti a Montesarchio – questa mattina ha firmato il documento con cui dispone la riapertura di Difesa Grande per la durata di tre mesi. Un atto notificato alla Prefettura di Avellino e trasmesso a sua volta al sindaco di Ariano Domenico Gambacorta il quale, nel vertice a dir poco blindato con Costantino Ippolito presso il Palazzo di Governo, si è rifiutato di ritirarlo. L’ordinanza, a quanto pare, è immediatamente esecutiva ovvero entro sette giorni dovranno obbligatoriamente riaprire i cancelli della discarica del Tricolle. Ed i compattatori dovrebbero addirittura arrivare ad Ariano non più tardi di domani per sversare i rifiuti provenienti dalla lavorazione dei Cdr di Pianodardine, Casalduni e Battipaglia: gli operatori dell’Asa, infatti, avrebbero – secondo indiscrezioni – già disposto la raccolta del pattume che in questi giorni si è accumulato tra le strade di tutto il territorio irpino. Un segnale inequivocabile che dimostra come Catenacci non abbia alcuna intenzione di ritornare sui suoi passi. La notizia, dunque, ha messo nuovamente in moto la macchina della mobilitazione. Il primo cittadino e l’amministrazione comunale hanno già presentato un esposto alla Procura di Ariano e tenuto un incontro nel pomeriggio con il Procuratore Barile in persona. Oggetto del summit quello di avanzare una formale richiesta diretta ad ottenere il sequestro del sito e successivamente la sua messa in sicurezza. Ma l’esito non è stato dei più sperati. Sembra infatti che il Procuratore non abbia a propria disposizione elementi utili per accontentare le richieste avanzate. Tuttavia ha mostrato grande sensibilità dando la garanzia di “… vigilare sul lavoro che verrà svolto assicurando che a Difesa Grande verranno portati esclusivamente rifiuti non inquinanti”. Nonostante le rassicurazioni, tuttavia, il Comune è comunque pronto ad intraprendere vie legali, a cominciare dal ricorso al Tar Lazio. Insomma, in queste ore convulse si tenta il tutto per tutto. La popolazione, intanto, si è riunita sin dall’arrivo della notizia in un summit per decidere eventuali misure da poter adottare in vista dell’arrivo del ‘nemico’. Non si può escludere che da un momento all’altro la gente scenda nuovamente in piazza per una manifestazione che lascia presagire una forma ben diversa da quella dello scorso giovedì. Se l’alto senso civico aveva infatti moderato i toni accesi dei manifestanti, questa volta per contrastare l’arrivo effettivo dei compattatori sarà senz’altro necessario maggior vigore. A poco dunque sono serviti gli slogan che su striscioni giganti silenziosamente hanno percorso le strade del Tricolle. “Siamo più ‘incazzati’ del 2004”, “Non vi permettete”: moniti risuonati evidentemente solo come forma di provocazione rispetto all’unico uomo che ha mostrato a chiare lettere di volersi assumere la responsabilità di riaprire quella che ad oggi appare l’unica discarica disponibile per un’Irpinia che arranca tra rifiuti e soluzioni tampone. Ore convulse in cui si cerca di pianificare una situazione che purtroppo non sembra lasciare grandi margini di speranza ma solo alimentare nuovi spunti di ‘guerra’. (di Manuela Di Pietro)
L’intervento dell’Udc: “Revocare immediatamente un atto immorale”
I parlamentari campani dell’Udc, insieme ai vertici nazionali e locali del partito in una nota esprimono “… ferma condanna per l’atto immorale e sciagurato della riapertura della discarica di Difesa Grande, atto firmato dal commissario Catenacci un minuto prima di rassegnare le dimissioni a causa di vicende giudiziarie. L’Udc con coerenza ribadisce la propria ferma contrarietà ad una Discarica che rappresenta un danno ambientale immane per il territorio e sulla quale era stato preso l’impegno ben preciso nel 2005 di avviarne finalmente la bonifica. Il partito chiede pertanto di considerare nullo un atto di dubbia legittimità e solidarizza con il sindaco Gambacorta e con l’intera comunità locale”.
Fierro: “Una decisione presa senza alcun consenso e a nostra insaputa”
Una notizia che lascia letteralmente senza parole gli inquilini di Palazzo Caracciolo. La riapertura di Difesa Grande, secondo accordi precedentemente assunti, doveva quantomeno essere preceduta da un incontro del commissariato con la Provincia ed il Comune di Ariano. Una concertazione che non c’è stata e il commissariato ha mostrato ancora una volta il proprio potere. “Una decisione assunta senza il nostro consenso e a nostra totale insaputa – ha spiegato l’assessore provinciale all’Ambiente Bruno Fierro – Avevano deciso di farlo ed hanno portato a termine il loro intento”. Un braccio di ferro, insomma, tra chi ha in mano lo scettro del potere decisionale – e deve pur prendere una decisione – e chi intende a tutti i costi salvaguardare il territorio. Fatto sta che “le armi in nostro possesso sono poche. Al momento convocheremo un Consiglio provinciale ad hoc per ribadire la nostra posizione: no alla riapertura di Difesa Grande”.
D’Ercole: “Un gesto autoritario ed immotivato”
“Un atto di prepotenza”, è questo il modo in cui il capogruppo regionale di An, Franco D’Ercole, si è espresso dopo la notizia della riapertura di Difesa Grande. Tante le perplessità maturate dal colpo di scena che ha creato un’atmosfera di arido disincanto tra tutti coloro che credevano di poter in qualche modo scongiurare il pericolo. “Il commissariato aveva promesso un confronto con l’amministrazione in merito all’apertura della discarica. Oggi invece dobbiamo prendere atto del fatto che l’ente interessato non è stato tenuto in alcuna considerazione. L’amministrazione, invece, è stata totalmente esclusa da una scelta fondamentale e di cui è diretta interessata”. Premessa la “mancanza di riguardo” nei confronti del team Gambacorta, resta l’incognita tempo: “L’apertura di Difesa Grande, così come specificato nell’ordinanza, è un atto temporaneo. Solo tre mesi e riprecipiteremo nella stessa situazione di oggi”. A questo punto è naturale chiedersi il futuro cosa riserva e perché “Ariano è costretta a pagare un prezzo tanto alto”. “Era stata ventilata l’ipotesi della requisizione ma nulla da fare. E siamo vittime ancora una volta di un gesto autoritario e poco democratico che, ironia della sorte, colpisce l’unico paese di centrodestra di tutta l’Irpinia”.